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January 30 hmmmzio Silvio assolto dall'accusa di corruzione in atti giudiziari, dichiara «Finalmente giustizia, ma che sofferenza» (per noi o per lui??).
motivo: il fatto non è più rubricato come reato.
da quando??? aprile 2002.
Chi c'era al governo, allora? Zio Silvio.
non commento queste poche righe...d'altra parte chi si è preso la briga di venirle a leggere qui già immagina il mio commento. Chi si accontenta della diarrea editoriale dei giornali è già andato... January 04 poor devil of a devilVuole la storia che prima della creazione dell’uomo, gli angeli e il buon dio vivevano tutti insieme, in armonia, e gli angeli potevano bearsi della beatitudine più alta, ovvero contemplare in eterno il loro Signore.
Sempre secondo la tradizione, a un certo punto di questa contemplazione uno degli angeli, diciamo per ora Lucifero, il più bello, il più luminoso e il più dannatamente fico, per imprecisate ragioni “contra ‘l suo fattore alzò le ciglia” (Dante, Divina Commedia, Inferno, XXXIV). I motivi del folle gesto non sono precisi. La tradizione vuole che lo fece per arroganza e superbia: sentendosi così dannatamente fico, credette di poter competere con dio in tutto e per tutto. Tale convinzione è peraltro avvalorata da un versetto della Bibbia (Isaia 14, 12-14) in cui, alla fine, si legge: “similis ero Altissimo” (mi farò uguale all’altissimo). Tale versetto, in realtà, non va attribuito all’angelo ribelle, ed è alla base della scorretta identificazione fra Lucifero e Satana. Anche così, però, i motivi della ribellione rimangono ben pochi: o fu superbia, o fu forse gelosia nei confronti degli uomini, le creature ultime create, eppur predilette. La tesi della gelosia sarebbe peraltro avvalorata dalla successiva decisione dell’angelo ribelle, di “vendicarsi” della cacciata dal Paradiso dedicando il resto del tempo a tentare e a sviare la razza umana (Milton, Paradise Lost, Libro I).
In ogni caso, l’esito della ribellione è ben noto: l’angelo ribelle venne precipitato giù dal Paradiso e la sua caduta durò 9 giorni. La terra si aprì infine per inghiottire, più che accogliere, i ribelli (pari ad 1/3 delle schiere totali angeliche), e per tradizione, quella fu l’origine dell’inferno cristiano. Sempre secondo la tradizione, è in questo momento che l’angelo ribelle perse le sue connotazioni angeliche (ali, bellezza, luce etc etc) e financo il nome (la maggior parte delle tradizioni antiche attribuivano ai nomi e alla loro conoscenza grande potere, quasi magico): da quel momento il nome di Lucifero sarebbe stato cancellato dai Cieli e sostituito con Satana, ovvero l’Avversario per antonomasia. A parte la scorretta identificazione di Satana e Lucifero, su cui ritornerò, chiedete a un cattolico dove sta raccontata questa storia e la risposta di base sarà “nella Bibbia”. Il che la dice lunga sul cattolico medio.
Andiamo con ordine. Di fatto fra le culture mediterranee la prima divinità malvagia mai apparsa è stata l’egizio Seth, che con i suoi quasi 6000 anni di vita (Seth apparse in Egitto fra il 4500 e il 3000 a.C) è il più antico bad boy registrato dai vari pantheon mediterranei. Molto dopo a lui fece seguito Baal il fenicio, e verso il 600 a.C. Ahriman il dio malvagio dello zoroastrismo persiano. Di Satana, per ora, manco l’ombra. Tutte le religioni succitate sono accomunate da un fattore molto onesto, a mio avviso. Quello di riconoscere il Male e il Bene come due princìpi separati, indipendenti e antagonisti. Altre religioni, come quella cristiana, tendono ad annullare questa dicotomia, in particolare identificando il Male come un subordinato del Bene. Questa visione, già di per sé nociva (“ragazzi, state tranquilli: il Bene trionferà!”, apre tra l’altro la via a interessanti questioni filosofiche. Il cristianissimo Sant’Agostino, che di certo aveva una mente fine, inquadrò perfettamente il problema: se il Male è subordinato a dio, allora se il Male esiste è perché dio lo permette. Quindi, anche il diavolo deve avere il suo posto nelle misteriose e imperscrutabili vie del Signore. Per Sant’Agostino, il mortale (povero fesso) non può scegliere Il Male, ma solo scegliere male, visto che alla fin fine tutti i cammini sempre a dio sono riconducibili. L’alternativa, per gli esegeti, sarebbe ancor più terribile: confutare il ruolo di Satana nell’ambito del Creato equivarrebbe a assurgersi ad arbitri della creazione. Il che non DEVE essere fatto, notoriamente. A questo punto uno sarebbe tentato di dire “vabbè ma allora siamo salvi, all’Inferno non ci va nessuno.”. Tanto più che un Inferno di sofferenza eterna sembrerebbe contraddittorio con la tanto decantata infinita clemenza e amore di dio. E invece no. Se scegli male, paghi caro e amaro. Senza spiegazioni ulteriori. E’ un po’ come il Libero Arbitrio. Dogmatico, senza senso, eppure, dicono, esiste. Su questo magari ci torno in un altro post.
Il fatto è che fra il vecchio e il nuovo Testamento, il buon dio è passato attraverso un’operazione de restyling davvero niente male. Lo Jeovah del vecchio testamento aveva un carattere facilmente irritabile, e tutt’altro che tollerante: in ordine sparso: annegò mezzo pianeta col Diluvio Universale, rase al suolo Sodomia e Gomorra (e altre tre città che nessuno ca*a mai nemmeno di striscio: Adamar, Zoar e Zeboim che non si sa bene di quali nefandezze si siano macchiate.), flagellò l’Egitto con le famose sette piaghe, e non aveva nessun problema a scatenare pestilenze contro chiunque osasse sgarrare: Davide ordinò il censimento del suo popolo (atto che compete soltanto a dio), e per questo fu punito con la peste. In pratica, nel vecchio testamento… Jeovah era completamente autosufficiente in quanto dispensatore di Bene e di Male.
Per quanto riguarda la storia di Lucifero e la sua identificazione con Satana: il passo della Bibbia in cui avviene tale identificazione è il già citato Isaia 14, ma quelle parole vengono in realtà pronunciate dal re di Babilonia, responsabile della deportazione degli ebrei. Il popolo ebraico, infatti, è sempre stato incrollabilmente convinto di essere il popolo eletto, e non ha mai avuto particolare clemenza per i propri nemici: in pratica, se un regnante è così nefando da sottomettere il popolo eletto, deve essere per forza il MALE incarnato. Il nefandissimo sovrano di Babilonia si autoproclama “Helel”, che, appunto, significa “portatore di luce”… in latino Lucifer e in grego phosphoros. Peccato solo che “lucifer”, prima che la religione si impossessasse del termine era semplicemente il termine con cui si identificava il pianta Venere: il più luminoso, il primo a comparire di sera e l’ultimo a scomparire al mattino. Poiché, allora il re di Babilonia proclamò di “volersi fare simile all’Altissimo”(il pianeta Venere), e si era permesso di sottomettere il popolo eletto, la sua identificazione con il Maligno Satana divenne immediata.
La storia della cacciata di Satana dal Cielo, non viene raccontata nel vecchio Testamento, magari nella Genesi come uno sarebbe indotto a pensare. Tale racconto fa invece parte dell’Apocalisse di San Giovanni, il libro per eccellenza più metaforico e oscuro delle sacre scritture. Le stesse modalità della cacciata di Satana dal cielo hanno quel curioso sapore di dejà vu che caratterizza il cattolicesimo: prima di Satana dal paradiso, anche Efesto era stato scaraventato giù dall’Olimpo (seppure per ragioni diverse), e l’iconografia relativa ai due eventi presenta interessanti similitudini. Le similitudini sull’argomento sono tante, e alcune anche forzate. Efesto, il dio del fuoco era anche il nume tutelare degli ermetisti, in quanto il fuoco era il mezzo principale per trattare la materia. Ma gli ermetisti hanno, come simbolo, il bastone con due serpenti intrecciati (che ancora permane come simbolo su tutte le farmacie). Il povero rettile è stato ingiustamente odiato dall’Occidente sin da quando il cristianesimo si è imposto come religione dominante in Occidente. In realtà, altre culture, sono molto meno paranoiche nei confronti dei serpenti, che – tanto per inciso – non sono affatto viscidi. Anzi, per quanto ne so io (e sono qui più che mai aperto a correzioni), il Satana che tentò Adamo ed Eva nel paradiso terrestre aveva le sembianze di serpente soltanto per tradizione, ma di fatto nella Bibbia viene semplicemente identificato con il termine di nashash, che più o meno dovrebbe significare “passione”, e a cui i rabbini hanno attribuito connotazioni di rettile.
Per come la vedo io l’intero episodio biblico di Adamo ed Eva ha delle profonde metafore sessuali ed è caratterizzato dalla costante vena misogina e sessuofoba che caratterizza la religione cattolica. Il misterioso serpente avvicina Eva in un momento in cui è sola, e peraltro si trova già disobbedientemente vicina al misterioso albero della conoscenza della vita e della morte. Eva si lascia tentare e poi a sua volta tenta il povero Adamo. I cretini sono in maggioranza sin dai tempi di Adamo ed Eva, diceva qualcuno di cui ora non ricordo il nome. Notare ancora una volta come il mito di Eva ricalchi (per non dire sovrascrive) a modo suo quello di Pandora.
Ma allora, in definitiva, la storia del diavolo da dove viene fuori? Nell’Antico Testamento, Isaia fa pochi accenni. Il nuovo testamento racconta la storia nell’Apocalisse, ma lascia aperte le questioni che ho sollevato. Beh. E’ noto che l’atto costituente della Chiesa Cattolica SpA è passata per la soppressione deliberata di molte culture (da loro definite eresie), nonché per la stesura di un testo unico a cui i credenti potessero far riferimento. I vangeli furono scremati, e di loro si tennero soltanto le parti più adatte alla nascita di una nuova religione. Per quanto riguarda il vecchio testamento, la storia non è molto diversa. Anche la Bibbia presenta alcuni testi apocrifi, ovvero esclusi dalla versione ufficiale, fra cui il Libro di Enoch e il Libro dei Segreti di Enoch. Nel primo, finalmente, si legge che un gruppo di angheloi (messaggeri) disobbedienti, di seguito chiamati diaballein (disobbedienti… i no global non sarebbero contenti di leggere quest’accostamento. :P) decise di scendere sul monte Ermon… per accoppiarsi con le figlie degli uomini!!! Dunque è questo il problema! In paradiso non si tr**ba! Ovviamente il folle gesto venne punito e poveri angeli libidinosi picchiati a sangue da quelli fedeli al buon dio… sebbene, sembra, gli angeli ribelli siano stati autorizzati a rimanere sulla terra per dominare (???) gli uomini. Di cacciate dal paradiso se ne parla soltanto nel libro successivo, il Libro dei Segreti di Enoch, e la ragione sembra scollegata dalla ribellione trattata nel libro precedente: qui si dice solo che Satana, l’avversario, pensò di porre il suo trono sopra le nubi. Quindi, ancora, superbia.
E l’inferno? Anche l’inferno è un’invenzione cristiana. Nella tradizione ebraica, dopo la morte le anime vengono scaricate nello sheol, una specie di ripostiglio, e, cosa ancora più importante, nello sheol le anime non hanno sentimenti, ambizioni, né coscienza, né hanno senso di premio o castigo. Il restyling del dio del vecchio testamento (quello dei diluvi e delle pestilenze e delle piogge di fuoco), è dovuto al nuovo testamento. Ovviamente, se Yaweh doveva “pulirsi” dei suoi lati meno graditi, qualcun altro doveva addossarseli… ecco quindi che ci si ricorda dell’Avversario Satana e gli si dà più spazio nelle nuove scritture. Lo stesso accadde anche per l’inferno. Solo pochi anni prima dei vangeli, dell’inferno come lo concepiamo noi, non se ne parlava. Quanto meno, il termine “inferno” aveva un significato puramente geografico: “il luogo che sta sotto”. Nei vangeli, il termine comunemente utilizzato per identificare l’inferno è geenna, che, con buona pace degli appassionati di Vampire Masquerade corrisponde a un luogo ben preciso: la “valle dei gemiti”, infatti è/era la sede di un antico culto, dove venivano bruciate le vittime sacrificali al dio Baal.
La concezione odierna di Inferno è nata nel medioevo. Mentre la speculazione teologica proseguiva sul suo binario spirituale, dall’altro lato, alcuni interrogativi materiali iniziavano ad affacciarsi, del tipo: se incontrassi Satana, lo saprei riconoscere? Oppure: all’inferno che si fa? E inoltre, come motivare un branco di rozzi ignoranti a credere a un inferno puramente spirituale? Cosa meglio di minacciargli sofferenze corporali eterne? Ecco allora che al serpente della genesi e al drago dell’apocalisse, tutte le conosciute connotazioni animalesche sono state affibbiate al diavolo in questa epoca: cani, gatti, rospi e soprattutto caproni. Nessuna bestia praticamente, ne uscì illesa. Ali prima piumate e poi da pipistrello. Falli enormi (ricordati SEMPRE: il sesso è frutto del demonio). Entro il 1200 il povero Satana divenne il colpevole di ogni abominio umanamente concepibile… lui che all’inizio aveva solo peccato di orgoglio. Ovviamente a questo momento risale la prima caccia alle streghe, avvenuta in Germania nel 1230 (circa). Al 1486 risale invece il bbbeelllissssimo Malleus Maleficarum, libro-arma dell’inquisizione con cui riconoscere con un metodo assolutamente rigoroso e incontrovertibile se una povera sventurata era una strega o meno. Del tipo: la strega possiede un punto nel suo corpo in cui è immune al dolore (quindi, per trovarlo, crivelliamole tutto il corpo), oppure, la strega arsa viva verrà protetta da suo “padre” (quindi, bruciamola tanto per vedere se suo “padre” la protegge), e per finire, la più scientifica di tutte: la strega incatenata non riesce a galleggiare in acqua (quindi incateniamola e buttiamola in acqua, così controlliamo). La chiesa ha sempre minimizzato su questa sua pagina tristissima. Il numero delle povere disgraziate (e poveri disgraziati) massacrati per questa farsa di motivo non lo conosco e non riesco nemmeno a stimarlo. Si parla di 60000, comunque, andando cauti. A sentire la chiesa, invece, si è trattato di qualche decina di spiacevoli malintesi. Una cosa fra amici, insomma.
Insieme con questa triste degradazione, anche l’inferno diventava sempre di più un luogo materiale: anche se essere privati di dio rimaneva la punizione peggiore che un uomo potesse subire, l’inferno inspiegabilmente assumeva delle connotazioni incredibilmente fisiche: torture, fuoco, visioni orribili etc.
Dopo il medioevo, il povero diavolo si è ulteriormente evoluto: il romanticismo, in linea con lo generale spirito di ribellione dell’epoca riscattò Satana come una specie di eroe ribelle, e agli inizi del 900 la psicoanalisi allungò i suoi tentacoli perfino sul diavolo, cercando di farne diventare un simbolo delle frustrazioni e dei malesseri dell’uomo. A screditare questa immagine positivista, sono presto giunti due papi del nostro secolo, Paolo VI e Giovanni Paolo II, che hanno ribadito più volte la presenza di Satana nella nostra società. Soltanto nel 1992, al Maligno è stata attribuita un’esistenza reale, ma non corporea, di fatto disconoscendo in parte la stessa immagine da loro proposta per secoli.
In conclusione, se fossi Satana, soffrirei di crisi di identità, come minimo. Oppure di personalità multiple. O entrambe. E sicuramente mi cercherei un buon avvocato, esperto in casi di diffamazione. Tanto, si dice, gli avvocati vanno tutti all’inferno. (a quale inferno, non lo so). January 02 another brick in the wallCambio i video sul mio blog... metto questi perchè sono terribilmente VERI.
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