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日志


8月28日

aaaaaahhh

Questa mattina, senza preavviso, senza un gemito, il mio portatile ha smesso di vivere. Vatti a fidare della tecnologia...
 
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This morning, without grieving, with no alarm, my laptop ceased to exist... How can you trust technology?
 
8月26日

fires at midnight, again

Saturazione. Vuol dire un sacco di cose. Ha un significato per gli economisti, per i fisici, per i chimici, e perfino nella teoria dei colori.

In generale, e con una moderata dose di generalizzazione, prendete un'entità A, una seconda entità B, e provate a infilare A dentro B finchè ce ne va. Quando non ce n'entra più allora B è saturo. Ovvio, no?

In politica non si parla mai di saturazione, per la sottintesa ragione che quello che di solito si satura sono le povere e martoriate palle del cittadino.

Io sono saturo.

Il 24 luglio parlavo di incendi, di autocombustione, e di speculazione sugli incendi. A distanza di un mese le cose sono le stesse identiche, e non che mi aspettassi un miglioramento, in realtà. Avrei potuto sperare in un non-peggioramento, ma anche quello era da ingenui.

Sono saturo, fra l'altro, di sentire i politici affermare che i comuni (cioè altri politici) dovrebbero far rispettare sta ca**o di legge 353/2000, ovvero la legge anti-incendio.
Una legge nata tanto per permettere a chi di dovere di dire "noi la legge l'abbiamo fatta", ma che di fatto non impone un beneamato cavolo.

Secondo questa illuminata legge i comuni dovrebbero censire ogni anno un catasto dei terreni incendiati, e sulla base di questo catasto, la destinazione d'uso dei terreni incendiati non dovrebbe essere cambiata per 15 anni. Quindi, se un terreno era boschivo prima dell'incendio, non diventa edificabile dopo l'incendio, e così via. Inoltre, per i primi 10 anni verrebbe anche fatto divieto assoluto di costruire alcunchè, o di cacciare o di pascolare in quei territori.
 
Teoricamente sarebbe una legge intelligente, utile per demotivare alla base speculatori edilizi, bracconieri o semplici agricoltori piromani. Peccato che solo il 6% dei comuni italiani applichi pienamente la legge, e soltanto 24 enti locali su 100 hanno istituito questo leggendario catasto dei terreni bruciati. Secondo me, dovendo scommettere, i comuni che hanno istituito il catasto dei terreni bruciati sono quelli in cui non è mai bruciato niente.

Quindi, miracoli della burocrazia: un terreno nero, fumante, puzzolente, senza nemmeno una forma di vita se non quella dei turisti che si sono persi, per la legge può NON essere stato incendiato.
Dopotutto, se esiste l'autocombustione, esiste anche la desertificazione istantanea. Dimenticate quella noiosa pretesa scientifica secondo cui la desertificazione richiede anni.

Ora, apparte gli idioti che si divertono a giocare col fuoco, per tutti gli altri appiccare incendi è un business. Già solo a voler essere santi, a voler rimboschire le zone arse... il rimboschimento ha un costo. Migliaia di euro a ettaro.

Ma la realtà è che chi fa appiccare i fuochi di santità ne ha ben poca. Lo scopo primario non è il rimboschimento, ma la cementificazione. Quello sì che è IL business. Fan***o gli alberi. Oppure, se non è cementificazione, è il semplice allargamento forzato di zone destinate alla coltivazione o all'allevamento, o altro ancora. 

Nel 2001 il nostro servizio segreto denunciava un possibile (possibile??) legame fra la criminalità organizzata e la speculazione edilizia sui terreni arsi.
Oh. Sono così felice che noi paghiamo i nostri servizi segreti per giungere a questo genere di conclusioni che altrimenti nessuno si sognerebbe mai.

Senza contare l'aspetto più *trascurabile* del tutto... il danno all'
ecosistema. Oltre al danno intrinseco della morte degli alberi e di tutte le forme di vita che orbitavano intorno alla terra arsa... la combustione in sè genera co2, in elevate dosi. Quella stessa co2 che sta surriscaldando il pianeta alimentando altri misteriosi fenomeni di autocombustione, e quella stessa co2 che si sta cercando di evitare spendendo altri miliardi di euro per convertire gli impianti di produzione energetica.

Mah. Sono saturo.

8月25日

update

Aggiornati i Video on My Demand:)
Spero vi piacciano, divertitevi:)
 
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Just updated the Video on My Demand section.
Hope you like it, have fun:) 
8月23日

A Scanner Darkly

Eccomi di nuovo qui: altra notte bianca del kaiser, altra notte passata a fare kaiserate, tra cui scrivere qui.
 
Ho appena finito di rivedere un film, per la troppesima volta (ebbene sì, sono fatto così^^), ed è A Scanner Darkly, del 2006, regia di Richard Linklater e con ottime interpretazioni di tutto il cast, da Keanu Reeves (il cui ruolo gli sembra cucito addosso) alla Rider a un superlativo Robert Downey Junior.

Tuttavia non mi sono messo a scrivere questo post per promuovere o criticare il film.
Invece, la ragione per cui mi sono messo a scrivere proprio di QUESTO film, fra centinaia che ne potevo prendere è che è "IL" film di P.K. Dick.
 
Per i profani, P.K. Dick è stato uno dei più controversi ma prolifici autori della (per me) migliore fantascienza. Quella fantascienza del secondo dopoguerra come Faharenheit o Io sono Leggenda... quella sci-fi che più che far vedere effetti speciali superfighi, o overdosi di filosofia new age cerca davvero di leggere il futuro.
 
A onor del vero, Dick come lettura è pesante e tutt'altro che facile (scriveva sotto anfetamine, pare...), ma ogni sua opera si presta tranquillamente a cavarne fuori un gran film di fantascienza. Giusto per citare quelli più famosi: Screamers, Gattaca, Total Recall, Paycheck, ampi tratti di Terminator... per finire ai SUPER famosi (e super BELLI) Minority Report e... BLADE RUNNER.
 
Lo scrittore aveva le sue ossessioni: era ossessionato dai doppi (come i replicanti di Blade Runner), dalla perdita di memoria e dalla predestinazione e da tante altre cose, in realtà.
Ma Scanner Darkly NON è, per me, il miglior film tratto dalla sua opera (per quanto tecnicamente sia fatto benissimo e gli attori siano tutti al loro top)
. Quello che invece è... è il libro più sentito da Dick. Almeno secondo la mia impressione, e almeno fra quelli che conosco.

Lo dimostra l'impressionante, e credetemi: commovente, serie di dediche che scorrono prima dei titoli di coda, tutti suoi amici che 'were punished entirely too much for what they did', una frase che, piazzata in quel momento e in quel posto mi ha fatto insipiegabilmente sentire solidale con una dozzina di persone a me totalmente estranee, molto più di un qualunque servizio del cavolo a un tg del cavolo.
 
Al di sotto della comune trama del film, che a molti potrebbe sembrare banale o sconclusionata, quello che il film è davvero è un toccante (per me, ok) messaggio d'allarme. Un allarme per la solitudine umana, soprattutto. E per la totale incomunicabilità fra le persone.
E poi un alquanto paranoica, e molto dickiana, allusione al fatto che molti mali sociali, fra cui la tossicodipendenza, sono in realtà ampiamente pilotati e voluti da quelli che fanno finta di combatterla.
 
Ora... forse il tossico allucinato sono io, ma in questo film è questo che ho visto:). E se ci ho visto questo è stato in particolare per un monologo, pronunciato un po' in sordina sul finire del film. Un monologo che potrei aver scritto io per quanto lo condivido. Alla parola "scanner" (propria del film) sostituite la più comune "telecamera", considerate quanta parte della nostra conoscenza e dei nostri rapporti sociali sia migrata sul digitale, e il gioco è fatto. Per intenderci, questo stesso post che TU stai leggendo... è digitale... non esiste, e se pure esiste sicuramente non ha la consistenza dell'anima di chi l'ha scritto (in questo caso consistente come una fetta biscottata :P). La semplice, dimenticata, calligrafia potrebbe recuperare una parte di ciò, ma non è certo quella la direzione.
 
"Che cosa vede uno scanner?
 Vede dentro la testa? Vede dentro il cuore? Vede dentro di me? Dentro di noi? Vede in modo chiaro o oscuro? Spero che veda in modo chiaro, perchè io non riesco più a vedere dentro di me. Io vedo solo tenebre. Spero per il bene di tutti che gli scanner vedano meglio, perchè se lo scanner vede solo in modo oscuro così come me, allora sono dannato, dannato per sempre. In questo modo finiremo per morire tutti conoscendo poco o niente, e su quel poco che conosceremo ci saremo anche sbagliati. -P.K. Dick."
 
Ovviamente non commento il testo. D'altra parte, potrei averlo scritto io :P.  Mi limito a osservare che è incredibile come uno scrittore nato nel'28, con un libro publicato nel '77, abbia fatto un centro così clamoroso su una realtà che non avrebbe manco visto, per sua fortuna.
 
PS: Ok, visto che questa è la categoria FILM, mi sento quasi in dovere di parlare un po' del film, se non altro per rispetto ai soliti 25, eroici, lettori che magari sono arrivati fin qui senza avere nessuna idea di cosa o come sia il film.
 
SPOILER:
 
Scanner Darkly è sostanzialmente la storia di un agente infiltrato, Fred, che si infiltra in un gruppo di scapestrati tossicodipendenti, nel tentativo di risalire nelle gerarchie degli spacciatori e arrivare al "pesce grosso". Uno dei pochi elementi di pura sci-fi del film è la "tuta disindividuante", una tuta con cui il volto di Fred, così come il suo corpo e la sua voce diventano costantemente cangianti e quindi indistinguibili. Fred indossa tale tuta quando va al lavoro, come poliziotto... ma non può indossarla quando si infiltra fra i tossici e gli spacciatori perchè lo sparerebbero in due secondi. Quindi, per tutti i suoi colleghi poliziotti, Fred non ha un viso. Quando i suoi colleghi poliziotti spiano il gruppo di persone che Fred frequenta, nemmeno loro sanno chi, fra loro, sia Fred. Questi si trova, quindi, ad essere completamente diviso fra la vita di Fred, lo sbirro infiltrato, e Bob Arctor, l'identità con cui si è infiltrato, un tossicodipendente come altri, legato sentimentalmente a una bella spacciatrice (se la Rider si mettesse davvero a spacciare, io diventerei tossico domani :P). Ad alimentare i problemi di scissione di Fred/Bob, si mette la droga che tutti assumono... la fantascientifica Sotanza M (M sta per Morte), una specie di superdroga che in breve tempo spappola del tutto il cervello di chi la assume, rendendolo sostanzialmente incapace di connettere. Man mano che la sanità mentale di Fred precipita... i suoi amati colleghi di ufficio (NON consapevoli che lui sia ANCHE Bob Arctor), decidono... di assegnarlo alla sorveglianza, appunto, di Bob Arctor. Quindi Fred si trova a dover spiare sè stesso, mentre il suo cervello lentamente va disconnettendosi.
Ad alimentare il senso di dissociazione completa proprio di tutti i personaggi (tutti tossici), va detto che il film è stato tutto girato con una tecnica di animazione molto peculiare, il Digital Rotoscope... in pratica è come guardare un cartone animato estremamente realistico... oppure un film completamente allucinato, che poi è quel che è.
Il finale del film PROPRIO mi rifiuto di svelarlo, quindi mi fermo qui. AMEN.
 
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Here I am again. Another night without sleeping, and another night spent fooling, and writing.
I just finished watching again to a movie, for the toomaniST time (yes, I'm like this) and it is A Scanner Darkly (2006), directed by Richard Linklater and with great performances of all the cast, including Keanu Reeves (his part is tailored upon him), Winona Rider and an outstanding Robert Donwny Junior.
Anyway, I'm not writing this post to promote o critic the movie.
Instead, I'm writing this post because THIS film, among many others, is THE film of P.K. Dick's.
If anybody doesn't know, P.K. Dick has been one of the most active sci-fi writers, of the best sci-fi ever written (to me). That sci-fi of the '50s (an following) in which they created Faharenheit or I Am Legend... that scif-fi that is not based on cool CG or overdoses of new age philosophy, but that really tries to read in the future.
Actually, Dick is not easy at all to read (they say he used to write under effect of anphetamines), but every of his works can be translated in a great sci-fi movie. Just to quote the most famous: Screamers, Gattaca, Total Recall, Paycheck, something of Terminator... to end with the SUPREME Minority Report and Blade Runner.
Dick had his obsessions: he was obsessed by doubles (like the clones of blade runner), by the memory loss, by the predestination and by many other things.
But A Scanner Darkly is not, to me, the best movie comed from his novels. What it really is... it is the novel most felt by the author. This is my opinion, and it's based only on the few Dick's novels I know.
This is demonstrated by the impressioning and touching sequence of dedications that you can see soon before the ending titles. All dedications to his friends, who 'were punished entirely too much for what they did'. A simple sentence that, placed in that moment and in that place, made me solidarize with some persons I never knew, much more than any news I ever saw in television.
Underneath the common plot, what this movie really is, is a touching (to me, ok) alarm message. An alarm to the human solitude, to the failure to communicate.
And than a somehow paranoid -really Dickian- allusion that many evils of our society (like drugs) are actually willed and manovred by those very same who say to combact them.
Now, maybe the allucinated junkie it's me, but this is what I saw in this movie. There is a monologue: I remember it more than other. I could have written it myself from how much I feel it. Just replace the word "scanner" with the more common word "camera", and consider how much of our knowledge and social relations are digitalized, and you have it:). Just to make it clear: this very post that YOU are reading right now... it's digital... it doesn't exist, and if it exist at all it won't have the consistence of its writer's soul. The old, fashioned
, calligraphy could recover some of this, but definately this is not the direction.
"What does a scanner see? he asked himself. I mean, really see? Into the head? Down into the heart? Does a passive infrared scanner like they used to use or a cube-type holo-scanner like they use these days, the latest thing, see into me - into us - clearly or darkly? I hope it does, he thought, see clearly, because I can't any longer these days see into myself. I see only murk. Murk outside; murk inside. I hope, for everyone's sake, the scanners do better. Because, he thought, if the scanner sees only darkly, the way I myself do, then we are cursed, cursed again and like we have been continually, and we'll wind up dead this way, knowing very little and getting that little fragment wrong too. -P.K. Dick".
Of course I won't comment it. After all, I could have written it myself:P. What I find awesome is that an author born in '28, in a book published in '77 saw this clearly a future he was not going to see. Luckly.
PS: Since this is the FILM category, I'll talk briefly of the movie's plot. In respect to the 25 heroic readers who made it up to know, without knowing anything of the movie itself:)

SPOILER:

Scanner Darkly is the story of an undercover agent, Fred, who infiltrates a group of drug addicted persons, trying to move "higher" than their pusher and find the "big fish".
One of the few pure sci-fi traits of the movie is the scrambler suit, a suit that makes Fred's face, body and voice to mutate continually, making him impossible to recognize. Fred has to use that suit when he goes to work, in the police office (he is an undercover), but of course he can't dress it when he actually infiltrates within the drug dealers. So... for all his cop colleagues, Fred hasn't a face, but for the junkies and dealers he does.
When the cops spy Fred's acquitances, they don't know who their agent is.
So Fred is completely divided with himself, and his alter ego Rob Arctor, the identity he uses when infiltrates. To complicate the things, there is the drug everyone is addicted (Fred included), the mysterios Substance D (D like Death), which in a very short time can squeeze your brain making you unable to connect.
So... meanwhile Fred's mental sanity is running low, his cop colleagues (not knowing he is Bob Arctor, too), decide to assigne him to Arctor's surveillance. So Fred find himself to have to spy himself, while his brain slowly melts down.
How the movie end I REFUSE to write. So I end here. Amen.
 

 

 
8月20日

you're gonna be a star :)

Quasi le 4 del mattino e di dormire manco a parlarne. C'è di buono che mi posso vedere l'alba, e nel complesso a quest'ora la città è abbastanza silenziosa. Gli unici a far rumore siamo io e gli uccellini che si stanno appena svegliando.
 
Ad essere onesti, l'alba non la vedo... mi devo accontentare del cielo che si schiarisce, anche se così fra alba e tramonto non c'è grande differenza. Vivere circondato dai palazzi non è il massimo, suppongo. Specialmente per uno che vorrebbe vivere circondato da cielo e mare e terra.
Mi piacerebbe vivere sull'adriatico all'alba, e sul tirreno al tramonto. Sarebbe un bell'affare. Chissà quanto pagherei di ICI.
 
Ieri ho scritto che tutti gli uomini e tutte le donne sono stelle. E' una delle poche cose su cui non sono d'accordo col Liber Oz, e non mi piace molto riportare cose con cui non sono d'accordo.

O meglio: da un punto di vista strettamente scientifico, beh, potrebbe anche darsi. Da quel poco che ricordo di astrofisica, i pianeti, e conseguentemente la vita su di essi, sono scarti di materia stellare. Lo so che a nessuno piace sentirsi dare dello scarto, ma c'è un qualcosa di consolatorio nel sapere che siamo scarti delle stelle. Dalle stelle veniamo, alle stelle torneremo, qualcosa del genere. (a proposito: da qualche parte si sente dire che il numero delle stelle nella nostra galassia è più o meno pari al numero di uomini e donne vissute e viventi sulla terra dall'inizio della storia umana. Che io sappia è una ca***ta bella grossa, però la scrivo lo stesso.)
 
Tuttavia, se il senso della frase non era prettamente scientifico, allora non sono d'accordo. Ieri ero più mistico e l'ho scritta. Oggi sono più nichilista e la nego. Per me sarebbe meglio dire che gli uomini e le donne vorrebbero essere stelle. O potrebbero essere stelle. Ma non sono stelle. O forse, solo una minima parte di noi riesce ad essere stella.
 
Per come la vedo io, siamo più pepite, o pietre preziose. Estratte dal fango, dalla terra, dalla roccia, dobbiamo essere raffinati, puliti, tagliati e rifiniti, prima di far davvero luce, di valere per quello che siamo e non per quello che sembriamo. E la rifinitura richiede sforzo e fatica costante, il solo vivere non basta, anzi, di solito è una ragione per offuscarsi.
 
La maggior parte delle persone si accontenta di brillare di luce riflessa, mentre far luce propria richiede volontà e coraggio e la volontà va forgiata e temprata. Ciascuno di noi ne passa di cotte e di crude nel corso della vita, e la cosa più facile è sempre arrendersi, o lasciar fare ad altri, o uniformarsi a quello che è stato già detto o fatto. O peggio ancora sedersi e aspettare, che cosa non si sa, o cacciare la testa sotto la sabbia e limitarsi a fare quello che gli altri si aspettano da noi. (a proposito (parte 2) gli struzzi NON cacciano la testa sotto la sabbia. è solo un modo di dire, nato da un'erronea osservazione del comportamento del simpatico pennuto:)). Ecco perchè, secondo me, non siamo stelle. Perchè la maggior parte di noi non è altro che una stella spenta. Stella in attesa che qualcuno la accenda. Stella che non fa luce.
Un discorso apparte meritano quelli che reagiscono alle botte della vita dando botte a chi gli capita a tiro, incattivendosi e mordendo come cani rabbiosi. Quelli non solo non sono stelle, nè probabilmente arriveranno mai ad esserlo. Quelli sono buchi neri. Api industriose allenate a portare in giro i semi del male. Praticamente, il 90% dell'umanità:).
 
La parte più difficile del vivere è fare i conti con sè stessi. Per ogni colpo che subiamo dobbiamo fare una scelta, ed una scelta semplice, ma solo a parole. La scelta è se diventare persone migliori o peggiori. Se accendere la stella o lasciarla spenta, e dobbiamo essere consapevoli che se scegliamo di lasciarla spenta un'altra occasione di accenderla potrebbe non venire, o arrivare in un futuro troppo lontano per essere utile.
E dovremmo anche essere consapevoli che la scelta non è individuale. Volente o nolente la nostra decisione infulenzerà tutti quelli che ci stanno intorno. E questa in effetti è la parte più pesante.
 
Se scegliamo di colare a picco, potremmo tirare a fondo quelli che ci seguono, o che ci amano e non hanno forza abbastanza per mantenere anche noi a galla.
Se invece scegliamo di alzarci ed essere più forti, non solo saremo persone migliori e vivremo meglio la nostra vita, ma potremmo anche illuminare chi ci osserva. E' a quello che servono le stelle, no?
Il che, per quanto mi riguarda, è una delle tante ragioni per cui io non credo *davvero* alla libertà. La *vorrei*, la *consiglio*,la *difendo*, ma non credo che esista. Non in senso assoluto, per lo meno.
 
E così, solo alla fine di un lungo percorso a ostacoli, di botte date, botte subite, scelte fatte sbagliate o giuste, collisioni con altre stelle in fieri, qualcuno alla fine perde tutte le impurità, e diventa stella.
 
A questo punto, anche ammesso e non concesso che quello che ho scritto ha un senso, rimarrebbe da chiedersi perchè diavolo a quest'ora del mattino mi sono messo a scrivere questa roba e peggio ancora, a pubblicarla. Forse cerco una cura per l'insonnia e ho deciso di scriverne una di mio pugno, chissà.
O forse vorrei mobilitare l'opinione pubblica per far considerare l'insonnia un handicap a tutti gli effetti.
O forse, semplicemente, è vero che il sonno della ragione genera mostri, e io che sono carente sia di sonno che di ragione voglio esserne la prova.
Chissà.
Una cosa è certa: di stelle ce n'è grande penuria e grande bisogno.
Ed io ho un sonno dell'altro mondo:)
 
8月18日

every man and every woman is a star

In questo esatto momento non so se sentirmi mistico o nichilista. Forse è perchè, in fondo in fondo, mi sento taoista con delle forti connotazioni da scettico. In generale, però, mi sento sempre più liberista. Direi quasi un vaffanculista. Uno di questi giorni riordino qualche idea in proposito. Nel frattempo, rispolvero Aleister Crowley. Non lo commento, visto che ognuno dovrebbe interpretarlo come crede.
 
"la legge del forte:
questa è la nostra legge
e la gioia del mondo."
            
"Fa' ciò che vuoi, sarà tutta la Legge." — AL I. 40.
"tu non hai altro diritto che fare la tua volontà.
Fa' ciò e nessun altro ti dirà di no."
— AL I. 42-3
 
"Ogni uomo e ogni donna è una stella." — AL I. 3.
Non c'è dio al di fuori dell'uomo.
 
1. L'Uomo ha il diritto di vivere secondo la sua propria legge —
di vivere nella maniera in cui desidera vivere:
di lavorare come vuole:
di divertirsi come gli piace:
di riposare come vuole:
di morire quando e come vuole.
 
2. L'Uomo ha il diritto di mangiare ciò che vuole:
di bere quello che vuole:
di abitare dove vuole:
di spostarsi come vuole sulla faccia della terra.
 
3. L'Uomo ha il diritto di pensare ciò che vuole:
di dire quello che vuole:
di scrivere quello che vuole:
di disegnare, dipingere, scolpire, incidere, modellare, costruire come vuole:
di vestire come vuole.
 
4. L'Uomo ha il diritto di amare come vuole:
"riempitevi a sazietà e volontà d'amore come voi volete, quando, dove, e con chi volete voi." — AL I. 51.
 
5. L'Uomo ha il diritto di distruggere quelli che vorrebbero opporsi a questi diritti.
"gli schiavi serviranno". — AL II. 58.
"Amore è la legge, amore sotto il dominio della volontà". — AL I. 57.
 
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In this very moment I don't know how to feel: if more mystical, or nihilist. Maybe this is why, all in all, I feel a taoist, with a strong vein of skepticism. Generally speakig, however, I feel even more a liberist. I'd nearly say a fuckoffist. One of these days, I'll rearrange some ideas about this. Meanwhile, I get back Aleister Crowley. I won't comment it, since anyone should interpret it as he better believes.
 
"the law of
the strong:
this is our law
and the joy
of the world." AL. II. 2
 
"Do what thou wilt shall be the whole of the Law." --AL. I. 40
"thou hast no right but to do thy will. Do that, and no other shall say nay." --AL. I. 42-3

"Every man and every woman is a star." --AL. I. 3
There is no god but man.
1. Man has the right to live by his own law--
to live in the way that he wills to do:
to work as he will:
to play as he will:
to rest as he will:
to die when and how he will.
2. Man has the right to eat what he will:
to drink what he will:
to dwell where he will:
to move as he will on the face of the earth.
3. Man has the right to think what he will:
to speak what he will:
to write what he will:
to draw, paint, carve, etch, mould, build as he will:
to dress as he will.
4. Man has the right to love as he will:--
"take your fill and will of love as ye will,
when, where, and with whom ye will." --AL. I. 51
5. Man has the right to kill those who would thwart these rights.
"the slaves shall serve." --AL. II. 58
"Love is the law, love under will." --AL. I. 57
 
Copyright © O.T.O.
 
 
 
8月17日

I'm back!

Sono tornato!!
 
Il tempo di riprendermi dallo shock anafilattico dovuto al ritorno a casa, qui in questo ridente angolo del pianeta Terra e poi tornerò a scrivere come possibile:)
 
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I'm back!!
 
Just give me the time to recover from the anaphylatic shock caused by my coming back home, here in this shiny corner of planet Earth, and than I'll begin to write again as possible:)
 
 
8月3日

farewell for now!

ai miei 25 lettori: starò fuori per qualche giorno, senza collegarmi e senza desiderio di farlo :)
 
ci si vede al mio ritorno. Nel frattempo, meditate: quanto legno potrebbe rodere un roditore se un roditore potesse rodere il legno? 
 
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to my 25 readers: I'll be away for a couple of day, without internet connection, and with no desire to connect:)
 
See you when I'll be back, and meanwhile, meditate: how much wood could a woodchuck chuck if a woodchuck could chuck wood?
 

changes

ti accorgi che qualcosa è cambiato quando tuo fratello esce dai 20 anni ed entra nei 30.
 
ti accorgi che qualcosa è cambiato quando alla festa del suo compleanno tutti sono felici di bere la sangria che tu e un amico avete preparato, tutti ti fanno i complimenti, ma tu non sei il primo cliente di te stesso.
 
ti accorgi che qualcosa è cambiato quando, il giorno dopo, alla Festa del Vino a Montefiascone, sei tu quello che deve portare la macchina al ritorno, perchè quelli con cui stai, stanno cantando "benvenuti a 'sti frocioni" nel pieno centro cittadino all'1 di notte.
 
ti accorgi  che qualcosa NON è cambiato, quando trenitalia fa 1 ora di ritardo su un treno intercity qualunque, l'aria condizionata non funziona, nel tuo vagone viaggia la Famiglia Più Rumorosa Di Napoli (TM) e affianco a te ha prenotato il posto L'Ubriacone Più Puzzolente Di Roma.
 
Ti accorgi che qualcosa non è cambiato, quando, appena messo piede giù dal treno a Napoli arriva un tossico a chiederti qualche spicciolo e ti insulta perchè non glieli dai.
 
ti accorgli che qualcosa NON è cambiato, quando, per tonrnare a casa, devi prima passare mezz'ora imbottigliato nel traffico in un leggendario Ingorgo A Croce Uncinata.
8月2日

una catena lunga 2500 anni

[SE VOLETE UN POST ALLEGRO E DISIMPEGNATO, OGGI NON E' GIORNATA:)]
Io adoro la storia. E' l'unico modo
concreto che abbiamo per sapere da
dove veniamo, dove siamo, e anche, per
chi sa leggerla bene, dove andremo.
Dove andremo, attualmente mi pare
abbastanza chiaro. Andremo tutti a
fa***lo, e purtroppo non è una battuta.
 
Tutte le cavolate che non riusciamo a
spiegarci, a guardare bene, hanno una
loro spiegazione in qualche
apparentemente insignificante evento
storico. Il post di qualche giorno fa
sui binari dei treni e selle chiappe
di cavallo è solo un solo esempio,
peraltro divertente.
 
Di fatto, il mondo come lo conosciamo
oggi è il risultato di tanti piccoli
eventi concatenati. La fantascienza e
la storia, normalmente separate, hanno
tutte e due ben radicato il concetto
di "cosa se?", che è uno dei più
interessanti -per quanto inutili-
esercizi di masturbazione mentale. In
realtà è una domanda che tutti si
pongono, credo, nel proprio piccolo,
anche abbastanza spesso.
 
Il 2 agosto 338 a.c. Filippo il
Macedone, padre del più noto
Alessandro, prese a calci fra le palle
un'alleanza panellenica composta
principalmente da Ateniesi e Tebani.
La falange macedone schierò per la
prima volta nella storia la sua
sarissa (sette metri di lancia
rinforzata), la stessa arma che
sarebbe stata pressochè invincibile
per molti decenni.
La vittoria di Filippo segnò la fine
del modello città-stato tipico della
Grecia pre-ellenistica, e in ogni caso
preparò una solida base di partenza
per il futuro regno di Alessandro.
Alessandro, lo sappiamo, pianse quando
non ebbe più niente da conquistare, e
di fatto tutto  il mondo
successivamente alla sua venuta ha
portato il suo marchio.
Cosa se Filippo non avesse vinto i
Greci? Nessuno può dirlo, ovviamente.
Magari Alessandro non avrebbe
successivamente conquistato la Persia.
E fra i tanti pezzi di Persia che
abbiamo oggi ci sono Iran e Iraq: due
dei più caldi centri caldi del mondo.
 
In tempi molto più recenti, il 2
agosto 1934, un certo Hitler diventava
Fuhrer della Germania. Lo schifo che fece
lo sappiamo tutti. Se non fosse mai
arrivato lì? Se qualcuno lo avesse
accoppato prima? Il mondo sarebbe
migliore? Peggiore? Forse, senza
olocausto, la questione ebraica non
sarebbe mai stata sollevata, e la
Palestina non sarebbe oggi un continuo
bagno di sangue.
Ma senza Hitler, forse la storia
dell'ultimo secolo sarebbe stata
scritta da Stalin, che in quanto a far
schifo anche era maestro. Un Europa
chiazzata di rosso, invece di una
chiazzata di nero. Chissà come sarebbe
stata.
 
2 agosto 216 a.C. Annibale prese
ripetutamente e prolungatamente a
calci i coglioni Romani nella
battaglia di Canne. Se fate una
battaglia a Canne, come vi aspettate
di combattere? E' chiaro che i romani
combatterono tutti fatti. La suprema
bravura di Annibale, la sua
superiorità e la sostanziale
inferiorità dei Romani e dei consoli
Emilio Paolo e Terenzio Varro, furono
fattori marginali: quel che conta è che i romani erano tutti fumati :P.
Fatto sta che i Romani persero botte
da orbi, e se la legarono al dito:
Cartago delenda est.
E Cartago deleta fuit. 70 anni dopo lo
smacco di Canne, Cartagine fu rasa al
suolo, sul terreno sparso il sale e
50000 supersiti venduti come schiavi.
 
Delle due superpotenze del
mediterraneo, come era forse naturale
che accadesse, ne rimase solo una. Se
le cose a Canne fossero andate
diversamente, forse, la superpotenza
rimasta in piedi all'alba del I secolo
a.C. sarebbe stata Cartagine. Niente
Cesare? Niente Augusto? Niente
CRISTO??
 
Tanto per rimanere in tema di Cristo,
il 2 agosto 1216 Francesco d'Assisi fu
perdonato dal papa di allora, Onorio
III per non so quale ca***ta gli era
andata di traverso. Visto che le
ca***te vanno in giro a coppie,
specialmente quando c'è la chiesa per
mezzo, da quel momento in avanti, in
tutte le chiese francescane il 2
agosto è una specie di giubileo: vai
lì ti confessi, dici due ca***te, e
tutti i peccati ti vengono perdonati.
 
Ancora il 2 agosto, 1798, la flotta francese di Napoleone venne affondata da quella britannica dell'ammiraglio Nelson, segnando forse la prima vera crepa nella crescente conquista napoleonica. Tutta l'europa è stata segnata da quegli eventi. Giusto per buttar giù una prima, elementare, catena di eventi: napoleone--> guerra franco-prussiana --> I guerra mondiale --> II guerra mondiale-->Oggi.

Per finire, (che poi è la vera ragione per cui mi sono messo a scrivere quest'ennesimo sproloquio cerebromasturbante), come mi auguro tutti ricordano, il 2 agosto 1980, alle 10.25, 85 innocenti vennero falciati da un'esplosione causata da una bomba. Sto parlando della strage nella stazione di Bologna.
NOn voglio entrare nel merito delle ipotesti e delle teorie che ci sono sull'argomento. Si è detto tutto e il contrario di tutto. Così come altri fiumi di inchiostro sono stati spesi sulla strage, di poco precedente, di Ustica.
L'ultima volta che sono stato a Bologna sono andato a cercarmi la lapide.
Sapevo già che c'era scritto, ma volevo comunque vederla.
 
L'ho trovata di cattivo gusto.
Sopra ci si legge: "alle vittime del terrorismo fascista", e poi l'elenco dei morti. E, forse, la questione è tutta lì, e sono io il solito idiota che non se ne rende conto.
 
La questione è politica, non è umana. Che 85 anime sono rimaste morte, e centinaia ferite è solo un sub-prodotto. O meglio, un bel dato da sventolare per la proclamazione dell'ideologia più "buona", quella dei "giusti", da contrappore ai VERI cattivi, perchè così se poi uno uccide 85 "cattivi", è un buono, no? Un po' estremista, ma sempre un buono, no?
E da allora, da molto prima, in realtà, non si fa altro che giocare a pallavolo con la nostra stessa me**a. Non è da escludere che qualcuno che oggi sta solennemente commemorando quelle morti innocenti, 27 anni fa si stava pulendo le mani sporche-metaforicamente- di sangue.
 
Il 2 agosto 1980 è stato uno dei giorni più tristi della nostra storia recente. Mentre camminavo nella stazione a Bologna, senza neppure troppa fatica la rivedevo sventrata dall'esplosione, ridotta in macerie, morti e lacrime ovunque. Perchè è questo che è stato il 2 agosto 1980. Mi sentii profondamente triste.
Eppure, il ricordo di quel giorno è stato costruito in maniera tale che quello che si ricordasse davvero non sono le persone morte, ma chi le ha uccise.
 
Certamente, fossi una delle vittime scampate alla morte, o un parente di uno dei caduti, vorrei sapere chi ha ucciso il mio caro, e perchè. Ma la triste realtà è che il nome del colpevole non lo saprò mai. Saprò soltanto una versione sulla quale alla fine "loro" si sono messi d'accordo. Vera, falsa, nemmeno importerà più. Sicuramente, i morti restano morti.
 
Sul perchè, invece, sono stati uccisi, è più facile capirlo. Anche sa "facile" non significa "accettabile".
Tutti muoiono, ovviamente, ma il progresso, presunto o reale, non può fare a meno del "nemico". Lo Yin senza cui non esiste Yang. Prima ancora della spartizione del potere e del territorio, è importante sapere chi è il "cattivo".
 
Il mondo fino all '89 era nettamente diviso. Pieno di casini e vespai e incomprensioni come è sempre stato, ma nettamente diviso. Est e Ovest. Ognuno diceva dell'altro che era brutto e cattivo. L'Italia era nel mezzo, esattamente fra incudine e martello. E torrenti di diarrotica ideologia venivano pompati nelle teste dei giovani di allora.
Nessuno di quei fanatici piazzabombe, allora, si chiedeva "cosa se il muro di Berlino cade?"
La storia, al contrario, ha il senso dell'umorismo. Il blocco sovietico è caduto. Per un po' si è andati avanti agitando spauracchi, e poi anche quelli hanno perso voce. Oggi Est e Ovest sono "quasi amici", tutti e due "brutti e cattivi", ma non lo diranno mai ad alta voce. Il "nemico" di cui hanno bisogno se lo vanno a trovare altrove. Nella ex-Persia, dove il nome di Alessandro Magno forse è ancora studiato. O nei resti interni di quella che una volta era stata l'unione sovietica, il sogno comune di tante persone che hanno fatto la storia, da Ivan il Terribile a Lenin.
 
Intanto, però, 27 anni fa 85 persone sono morte, per un ordigno reale, piazzato da un cattivo immaginario contro un nemico immaginario.
Per un ordine sociopolitico che nemmeno 10 anni dopo sarebbe mutato.
Mutato in peggio, forse, ma pur sempre mutato.
 
Il che significa che da qualche altra parte altre 85 persone sono morte o moriranno, vittime incosapevoli e perpretuatori innocenti della stessa eterna ca***ta.
 
[SPERO CON QUESTO POST DI NON AVER PERSO NESSUNO DEI MIEI 25 LETTORI:) IN REALTA' AVREI VOLUTO SCRIVERE DIVERSAMENTE QUESTO ARTICOLO: L'INTENTO ORIGINALE ERA SOLO MOSTRARE COME 4-5 EVENTI, SUCCESSI LO STESSO GIORNO IN ANNI DIVERSI SONO IN REALTA' TUTTI LEGATI DA CAUSE ED EFFETTI. POI IL POST HA PRESO AUTONOMAMENTE UNA PIEGA DIVERSA ED IO, SE VOGLIO EVITARE LA SINDROME DEL TUNNEL CARPALE MI DEVO FERMARE :P I COLLEGAMENTI CHE HO OMESSO, TROVATEVELI FRA LE RIGHE :P:P:P]