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    April 15

    do you think you are unlucky?

    There are times one believes he has control, on something, whatever. Sometimes you believe you can have control over the future, too.

     

    Roll a dice now, you can’t say the outcome. Roll it for the whole day, you’ll have a statistic. Use your statistic tomorrow to foresee the result of another dice roll, you’ll see you just wasted your time.

     

    Still, you believe you can have control. That’s the basic idea of the whole gambling. This time I had bad luck, next time lady luck will be on my side. The growing number of gamblers all around the world tells loud how much despair there is around, still, right now, this is not what I want to talk about.

     

    It came in my mind about gamblers just because there are some lotteries which are said to have less chances of winning than being hit from a lightning.

    Which is, by itself, a half nonsense, because chances of being hit from a lightning vary greatly depending on where are you living, but still, it’s not important, in my discussion.

     

    We can all agree that being hit from a lighting isn’t exactly the first thing one should fear when go out at morning.

    Like: “did I close the gas? Shut the door? Took the keys? Are there any threatening clouds around?”

     

    Roy Cleveland Sullivan should have had. And probably he did.

    He was a park ranger, in Virginia  (US). From 1942 to 1977 he’s been hit 7 times from a lightning.

     

    It makes you wonder what “lucky” or “unlucky” mean.

    First time he was on a watching tower in some forest… just doing his job. And flash came. He just lost a nail on his toe, in that first time.

    In 1969 it was the second time. He was in his car, running up for a mountain. He got unconscious and he had his eyebrows burnt.

    Third time he was doing some relaxing gardening, and Zeus stroke again, this time damaging his left shoulder.

    Finally, good Roy started to get insane and believe that some kind of superior entity hated him.

     

    Which, actually, can still be true, but best was still to come.

    Fourth time came when he was on duty, again, and set fire on his hair: that’s why Roy started to go around with a personal fire extinguisher.

    Fifth time, again in car. Luckily  he didn’t use much mass transit. This time, it was his hat to die. He “just” flew 10 meters or so away from the car.

     

    Seventh time, he was just fishing. Some days in hospital and Roy was like new, again. It was 1977

     

    If you are missing sixth time, I spared it for last. It’s the best of all.

    He was in a picnic with don’t know who (I think his friends weren’t really happy to go around with him), when he saw a cloud. In that very moment, he started to scream and run, claiming that the cloud was chasing him.

    You can run, but you can’t hide, some would say.

    Actually, it was true. The cloud was chasing him, because what did happen was that a lightning fell, and injured his ankle.

     

    After surviving seven lightning bolts, one could say that Roy was immortal, after all. For most of the people one is enough.

    Roy, seven times, and still standing.

     

    He died suicidal, poor man. In 1983 he shot himself… for a love delusion.

     

    Now, do you think it’s worth some time to calculate the chances of being hit seven times from a lightning? It would be ridiculously low, still it happened. Poor Roy had control, over this? Or at least did he win lottery, for even one time?

     

    Truth is: you can run, shake, shout or stand still. You can control your life just as much as a grain of sand controls the shore.

    February 26

    le mie riunioni \1

    Le riunioni sono, di norma, uno degli eventi più caustici della vita di un lavoratore.

     

    Una riunione con Telecom, in generale, è una prova di fede. Mediamente, chi lavora per Telecom (di seguito chiamato telecomita, giusto perché telecomando significa un’altra cosa, e soprattutto si riferisce ad un oggetto utile) è convinto di fare qualcos'altro, nella vita. Alcuni credono di lavorare per un’azienda di telecomunicazioni, altri credono di essere programmatori o sistemisti, ma non è così. Molti credono di avere un lavoro, ma sbagliano.

     

    Sospetto che il tutto abbia qualcosa a che vedere con l'idealismo hegeliano applicato all'organizzazione del lavoro.

     

    Una quota significativa dell’attività lavorativa del telecomita consiste nel pensare ai cazzi propri. Sono state avvistate gentili signore impegnate a pulirsi i fagiolini per la cena.

    Poi, i nostri guasti vengono riparati in 6,02 x 10E23 giorni lavorativi, però i mariti delle telecomiti hanno fagiolini puliti per cena. Io accetto volentieri un guasto alla linea, sapendo che un onesto lavoratore mangerà fagiolini puliti.

     

    Quando non pensa ai cazzi propri, in realtà il lavoro del telecomita è fare riunioni.

    Telecom è una società che organizza riunioni per i propri dipendenti. Quest’è.

     

    Per permettere ai propri dipendenti di partecipare alle riunioni senza dover rinunciare alla pulizia dei fagiolini, molte delle riunioni Telecom a cui ho preso parte erano telefoniche. Le chiamano call conference, forse perché si vergognano a chiamarle telefonate, visto che potrebbe ricordare loro quale era, in origine, il loro lavoro.

    Ma non dovrebbero, suvvia. Se mio nonno faceva un lavoro, io mica devo farlo per forza…

     

    Tuttavia, il meglio della riunionologia, i telecomiti lo sfoggiano sul campo, dal vivo.

    Innanzitutto, come conseguenza del fatto che la maggior parte di loro non ha una chiara percezione di chi è o cosa faccia nella vita, uno dei fenomeni più ricorrenti è sostenere di lavorare per un reparto che non esiste.

    Ne ho conosciuto uno che lavora nel maccheting, ed un altro che lavora nel market (Despar, Coop, Conad, quale? Dimmelo, ti prego!).

    I due probabilmente lavorano anche nella stessa stanza, ma per il principio platonico secondo cui l’essenza delle cose è il loro nome, forse non si sono mai conosciuti, né sospetteranno l’uno l’esistenza dell’altro, almeno finché non comprenderanno il VERO nome dell’ufficio per cui lavorano. Sono convinto che ciascuno dei due sia incapace anche solo di vedere, odorare o percepire l’altro. Semplicemente, non esistono a vicenda.

     

    Il mio preferito è stato un tizio che lavora in contro rum. Ho dovuto seguire un corso di semiotica, per capire che in realtà il tizio lavora in control room.

    Questo tizio ha confermato la mia teoria secondo cui sbagliare il nome del proprio ufficio è alla base della dicotomia di molti telecomiti, che credono di fare un lavoro mentre in realtà sono disoccupati stipendiati.

    Se io sostengo di lavorare per un ufficio che non esiste, di fatto non faccio un lavoro. È come vivere sull’isola che non c’è. Il mio stipendio posso interpretarlo come un tributo alla mia fantasia.

     

    Non so esattamente di cosa si occupino in contro rum, ma sospetto che in control room debbano in qualche modo organizzare i processi funzionali delle attività Telecom.

    Questo tizio, che è immediatamente diventato il mio eroe personale, aveva ideato, progettato e implementato (trovando anche il tempo di pulirsi i fagiolini), un sistema per la creazione di account in un sistema informatico.

    Una cosa del tutto analoga è, per esempio, la creazione di un account su gmail: tempo necessario per l’utente: minuti 2. Tempo di risposta: secondi 2. La tua mail è creata, grazie per aver scelto gmail.

    Vedi anche: hotmail.

    Vedi anche: yahoo.

    Vedi anche: libero.

    Vedi anche: congobelgamail.

    Il sistema progettato da questo esegetico professionista della contro rum aveva –ed HA tuttora- un tempo di risposta stimabile (e NON determinabile) intorno alle 2 settimane. Però. Che bravo. Probabilmente sta mail la fa creare dalla moglie, con l’uncinetto.

    La cosa bella è che per tutti i suoi brillanti colleghi lì presenti, temprati professionisti della riunione sulle cui natiche è possibile vedere sedimentate le diverse marche delle diverse poltrone su cui hanno espletato le loro funzioni, 2 settimane per avere una cazzo di email è parso un tempo ragionevole.

    E ci lamentiamo se i nostri guasti vengono riparati in 6,02 x 10E23 giorni lavorativi?

     

    La verità, miei cari, è che i servizi Telecom devono giustificare una lunga serie di riunioni, non rispondere al più banale principio di domanda e offerta.

    Forse perché, miei cari, in generale Telecom con domanda e offerta ci si sciacqua il perineo.

    Vedi anche: monopolio.

    Vedi anche: dittatura.

     

    Questa cosa magari è frustrante per chi guarda Telecom da fuori e ne subisce solo i disservizi, senza neppure, che so, poter mangiare un po’ di quei deliziosi fagiolini puliti per cena.

    Tuttavia, vi posso assicurare che dopo un certo numero di riunioni e fagiolini, (determinato dal vostro grado di adattamento ad un ecosistema ostile), partecipare alle loro riunioni sarà un po’ come guardare un acquario tropicale.

     

    Ognuno dei partecipanti cercherà di confondere i rimanenti –siano essi telecomiti o meno- con luci sgargianti e parole interessanti.

    Le mie riunioni con loro sono state una fioritura di “a latere”, “compulsorio” (che non è manco italiano, a volerla dire tutta, ma ho paura che se glielo facevo notare implodevano), e “bloccante” (che forse l’hanno imparato dal meccanico).

    Trovare un senso compiuto dietro la pietra sepolcrale di parole bloccanti, è stato classificato come uno dei dieci problemi più complessi del secolo, a latere della crisi del mercato energetico, la cui risoluzione è assolutamente compulsoria.

     

    Ma in fondo, l’ho detto, i telecomiti sono degli idealisti.

    Diciamo, per ipotesi, che un povero fesso (di seguito chiamato “cliente”) va da Loro e gli propone un problema.

    Questo, ovviamente, è una riunione. Il cliente viene subito allontanato e si indice un’altra riunione, per i soli telecomiti, per stabilire se il problema esiste, o è solo un parto mentale di un cliente disagiato.

    A quel punto, il cliente ha perso il controllo del suo problema.

    Verranno fatte riunioni per stabilire se il problema dato è risolvibile o meno. Se è risolvibile, seguiranno altre riunioni per stabilire la soluzione peggiore in assoluto, considerati tutti i fattori determinanti.

    A queste riunioni, seguono delle riunioni il cui unico scopo è rifiutare qualsiasi forma di miglioramento offerto o proposto al sistema iniziale, con un laconico “non si può fare” (e non si può fare perché non è mai stata fatta una riunione in cui si è stabilito che “si può fare”)

    Quando il sistema è sicuramente, al di là di ogni possibile dubbio, il peggiore possibile, in grado di causare i disservizi peggiori all’utenza, viene fatta un’altra riunione, per stabilire chi dovrebbe fare il lavoro.

    Usciranno quindi dei nomi, di persone che però non potranno lavorare, perché sono impegnate a fare riunioni da qualche altra parte e su qualche altro progetto.

    A un certo punto, potrebbe darsi che il cliente si svegli dal coma riunionitico in cui è stato catapultato e faccia obiezioni a quello che Telecom sta provando a vendergli (del tipo 2 settimane per un’email e una stock option sui fagiolini).

    A quel punto, verrebbe indetta un’altra riunione per stabilire che la richiesta che il sistema fosse EFFICIENTE non va considerata parte della richiesta iniziale del cliente, quindi, se questi vuole che il suo prodotto funzioni davvero, in tempi confrontabili con quelli della vita umana, è necessaria una revisione completa del progetto iniziale.

    Vedi anche: altri soldi.

    Vedi anche: altro tempo.

    Vedi anche: altre riunioni.

    Vedi anche: morte del cliente per sopraggiunta vecchiaia.

    Vedi anche: morte del cliente per suicidio ex-stress.

    Vedi anche: morte del cliente per estinzione della razza umana.

    Ovviamente, proseguire o meno può essere deciso solo dopo altre riunioni con il cliente, o con i suoi eredi.

    Ora, se anche il cliente decide che, dopotutto, vale la pena spendere altri soldi, l’intero processo può considerarsi riavviato, dall’inizio, dalla prima riunione. Ricomincia a leggere dall’inizio di questo paragrafo, prego.

    Altrimenti, si fa una nuova riunione, in cui si stabilisce che il sistema funziona e che il cliente è soddisfatto.

    Il lavoro è finito, perché c’è una riunione che lo attesta.

    Che il lavoro non sia mai stato effettivamente svolto, è solo un dettaglio trascurabile, visto che per completare un lavoro bisognerebbe chiedere a delle persone di smettere di fare riunioni, o addirittura di smettere di pulirsi i fagiolini.

     

    A latere, se qualche dipendente, fra un fagiolino e l’altro, fra una riunione e l’altra (che, lo ricordo, è il vero lavoro per cui è pagato), a titolo di hobby personale, ha trovato il tempo di fare quello che il cliente ha pagato per avere, buon per lui.

    Altrimenti, il cliente dovrà accontentarsi della versione platonica del suo servizio: esiste perché qualcuno ne ha parlato. In maniera compulsoria, ma soprattutto compulsiva.

     

    Dall’altro lato, ai telecomiti viene rimossa chirurgicamente una parte del cervello, quella in cui vengono memorizzare parole e locuzioni del tipo “funziona?”, “ma è lento…”, “ma non è questo che volevo”, “ma così non lo userà nessuno”, e soprattutto il “?”. Rassegnatevi: il telecomita è chirurgicamente incapace di leggere il punto interrogativo. A meno che non venga messo a verbale in una riunione apposita, che il punto interrogativo esiste.

     

    Altri fenomeni rilevati:

    il telecomita si è evoluto al punto da ritenere l’uso della parola superfluo. Di fronte alla prospettiva di andare ad una riunione senza slide di powerpoint da commentare, avrete la manifestazione fisica del panico e del terrore.

    Se poi avrete l’ardire di sfidarli sul campo, e prender l’armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli, ovvero prenderete la parola senza nemmeno una litografia da cui leggere il vostro comunicato, non aspettatevi di essere presi sul serio.

    Se volete la loro attenzione, il vostro intervento deve essere una specie di buffa colonna sonora a delle diapositive ancor più buffe, ma piene di parole assurde e diagrammi confusissimi, ma che danno l’aria maledettamente professionale a chi le porta.

    Vedi anche: rimozione chirurgica di parti del cervello.

    Vedi anche: fagiolini.

     

    Diretta conseguenza di quest’evoluzione del telecomita, è che questi, pare, sia convinto che i proiettori siano forme di vita organiche e senzienti.

    Giusto ieri, un emissario telecom mi viene a chiamare, sconvolto: “il proiettore non proietta”. Come a dire: “mi è morto il gatto”.

    Giusto ieri, tutto il piano era senza corrente elettrica, stavamo con le luci d’emergenza e gli antifurto hanno suonato ininterrottamente per tutto il tempo del guasto. Ovvero 3 ore.

    Scelgo comunque di seguire l’emissario, perché la scena proprio non potevo perdermela: 30 telecomiti che attaccavano e staccavano cavi, premevano convulsamente tasti, computer e il naso dei colleghi, il tutto per far rivivere il gatto. O il proiettore.

    Quando gli ho detto che tutto il piano era senza corrente, da due ore circa, è come se gli avessi detto che babbo natale non esiste.

    Credo che alcuni di loro abbiano fatto un reclamo a dio, ed abbiano indetto una riunione per stabilire se era il caso di indire una riunione con dio per farsi dire perché mai un proiettore non dovrebbe funzionare senza corrente elettrica.

     

    Un altro fenomeno rilevato, è che il telecomita può essere attratto in qualsiasi luogo, anche una sparatoria nella striscia di Gaza, se in cambio gli proponete una penna usb da 1 gb.

    Ero a un congresso, i partecipanti dovevano passare prima in accettazione.

    I telecomiti si scocciavano di andare in accettazione, perché era addirittura all’altro capo del corridoio, e d’altra parte nella riunione preparatoria al congresso non si era parlato di accettazioni, quindi l’accettazione non esiste.

    “ma se vi registrate vi danno la penna usb da 1 gb”.

    Si sono precipitati in massa, erano una ventina.

    Le due povere hostess si sono trovate sommerse da un branco scalciante di telecomiti che avrebbero firmato anche un foglio in bianco, pur di avere una penna usb da 1 gb.

    Che io sappia le due hostess non si sono più riprese. Una ha iniziato a drogarsi, all’altra è andata peggio e si è fatta suora.

    Credevo che corse del genere le facessero solo nel terzo mondo quando arrivano i sacchi degli aiuti umanitari, invece mi sbagliavo.

    Oppure, si può imbastire un sillogismo per dimostrare che i telecomiti provengono tutti dal terzo mondo, ma non c’ho voglia, e soprattutto non mi va di prendere in giro il terzo mondo. I telecomiti sì, ma il terzo mondo no.

     

    Finisco qui, per ora. Ho altre riunioni di cui parlare, ma sono altre storie, e lo farò in altre occasioni.

    Ora ho una riunione.

    Vedi anche: a latere.

    Vedi anche: compulsorio.

    Vedi anche: bloccante.

    Vedi anche: fagiolini.

     

     

    November 06

    archeologia domestica (parte2)

    seconda notte di lavoro.
    sono ancora vivo, e questo è già qualcosa.
    fenomeni da rilevare:
    1)dietro tutti i millemila strati di carta azzeccati sul muro, dopotutto, il muro c'è. E qualcuno ci ha scritto sopra, probabilmente messaggi per una civiltà aliena. Ci sono dei misteriosi calcoli matematici che non so a che cosa si riferiscono (probabilmente, la data della fine del mondo). Ci sono poi scritte delle misteriose parole: "rosso" (che probabilmente è solo il colore del muro, ok), "verde" che forse era il colore preferito dell'autore, e poi un nome che non sono riuscito a decifrare. Questa stanza ha del paranormale.
    2) ad uno dei 21317823 buchi da tappare ho dato un colpo di raspa di troppo, ed ho assistito allo spettacolo allegro della fuoriuscita di una colonia di Orridi_Insetti_Bavosi_e_Pelosi, al ritmo di maracaibo. Usato il napalm.
    3)Stabilito il Teorema Maestro del Povero Fesso che Lavora.
    "per una qualunque attività manuale vi stiate cimentando, tempo 5 minuti dall'inizio arriverà un perfetto sconosciuto che assisterà al vostro lavoro con le braccia saldamente incrociate al petto, ma che si fionderà in una serie sconvolgente di pareri e consigli assolutamente gratuiti e sostanzialmente inutili. All'allontanamento del disturbatore, ne arriverà irrimediabilmente un secondo, e poi un terzo, fino a mettere a dura prova le risorse demografiche locali."
     
    corollario 1: per ogni persona che lavora in Italia, c'è un numero imprecisato di persone che commentano. QUeste persone sono soggette al principio di indeterminazione di Eisemberg.
     
    corollario 2: in Italia tutti sanno fare qualunque lavoro.
     
    Ora lo so che vi starete chiedendo dove cazzo sono andato ad abitare, ma io so che un giorno, quando tutto questo sarà finito, noi ci ricorderemo dei caduti in quest'impresa, e li chiameremo eroi.
    November 04

    archeologia domestica

    per qualche masochistica ragione, visto che notoriamente il lavoro mi manca, ho molto tempo libero e la notte dormo da dio, mi sono messo a riverniciare la stanza, che in effetti faceva un po' schifo (l'evento è seguito dai media, quindi forse un giorno pubblicherò foto sull'argomento).
    Stanotte, il primo round.
    Ho scartavetrato tutto il muro, perchè era evidente che la carta da parati era stata messa un po' a cazzo... ma quello che c'era lì non avrei mai potuto immaginarlo.
    Sorvolando i dettagli, dietro quel muro dall'apparenza ordinaria e distinta, ho trovato tre strati diversi di carte da parati messe una sopra l'altra ("messe a cazzo", si è rivelata un'espressione debole. La cosa simpatica è che appiccicati dietro l'ultimo strato (quindi il più recente), ho trovato dei fogli di quotidiano... datati al 1955. Però, niente male. Dietro a tutti questi strati di carta (non oso pensare il primo quando è stato messo)... finalmente il muro. Vernice? rosso pompeiano. Quasi quasi domani non ci lavoro e chiamo la Sovrintendeza.
    Come dicevo, archeologia domestica... 
    October 29

    pacific trash votex

    Sembra il nome di una magia di 9° livello da maghi, eppure è solo un'altro bubbone che abbiamo regalato alla Terra, che per certo rientrerà con i dovuti interessi.

    Giuro, monnezzopoli a Napoli è niente a confronto del Pacific Trash Vortex.

    Nell'oceano Pacifico, dove acqua ce n'è tanta, si formano com'è ovvio correnti. Una di queste si chiama North Pacific Gyre. North perchè sta a nord, pacific perchè sta nel pacifico, gyre perchè gira. L'intelligenza umana raggiunge risultati insospettabili, talvolta.

    La North Pacific Gyre gira come una spirale in senso orario e per sua natura è portata ad aggregare piccole particelle verso il suo interno.

    Negli ultimi 50 anni di sciacallaggio del pianeta, nella North Pacific Gyre sono finiti materiali che prima non erano previsti. Monnezza di varia natura, ma soprattutto plastica e in generale roba non biodegradabile... che infatti sta ancora là.

    Il Pacific Trash Vortex è un'isola di monnezza che si è creata per aggregazione della North Pacific Gyre. Sull'estensione ricordo valori discordanti... c'è chi dice "solo" due volte il Texas, chi dice quanto gli Stati Uniti etc. Credo che alla fine l'animazione di greenpeace parli meglio di me:)

    http://oceans.greenpeace.org/en/the-expedition/news/trashing-our-oceans/ocean_pollution_animation

    Ora dire "isola di monnezza" è chiaramente una cosa ad effetto, visto che poi uno tende ad immaginare una cosa solida su cui si può camminare... in realtà non è così.

    E' simile ad un minestrone, dove l'acqua è il povero mare... e la minestra la nostra monnezza.

    Attualmente si parla di una media di 5Kg di monnezza sbriciolati per ogni Kmq di mare: in alcuni campioni di mare prelevati nel 2001, la concentrazione era di sette volte superiore a quella del plancton marino.

    Dico "sbriciolata"... perchè è il meglio che la natura riesce a fare con la plastica, putroppo.

    Non essendo biodegradabile, si fotodegrada in parti sempre più piccole... così piccole che vengono confuse col plancton marino dai poveri pesci e dalle meduse che infatti se la mangiano.

    Così la nostra monnezza diventa parte della catena alimentare, e noi ci mangiamo (una volta di più) la nostra immondizia.

    E se proprio non diventa parte della catena alimentare, molti animali ci restano secchi lo stesso, perchè rimangono letteralmente imprigionati fra i vari filamenti di monnezza e non riescono più a campare normalmente, o perchè se la mangiano e soffocano, o muoiono intossicati o per qualunque altra ragione assimilabile. Si parla qui di tutta la fauna del bioma marino, tartarughe, pesci, meduse, anche albatri.

    E non ho altro da dire, su questa faccenda.

    (come sempre, tutte le correzioni sono benvenute)

    October 09

    never forget

    Vajont, 9 ottobre 1963 ore 22.39.
    October 03

    lucca...

    Avviso i miei 25 lettori che probabilmente quest'anno, dopo diversi anni di assenza, dovrei essere a Lucca per Comics&Games...
    see ya:)
    September 22

    message in the bottle

    Questo è il primo messaggio dalla mia nuova stanza, nella mia nuova casa, nella mia nuova vita dove vivo da solo.
    Nel tempo, riuscirò a trasformare la stanza, che per ora è una stanza qualunque, nella MIA stanza. Ce ne sono altre come lei, ma questa è la mia.
     
    Molto simbolicamente, il passaggio coincide con l'inizio della mia stagione preferita (e qui di solito tutti mi odiano perchè a me piace l'autunno. Sappiate che la Costituzione mi tutela :P)
     
    Nel vuoto c'è vita.
     
    __________________________________________________________________________________________________
     
    This is my first message from my new room, in my new flat, in my new life, where I live alone.
    In time, I'll manage to make this room, which for now is just an ordinary room, into MY room.
    There are others like it, but this is mine.
     
    Most interestingly, this comes togather with the beginning of my favourite season. ( and here, usually, people hate me because I like autumn. Know that the Constitution is with me :P)
     
    There is life in the void.
    September 18

    people are strange

    People are strange.
    Una settimana fa circa, per la messa in funzione dell'LHC del Cern venne data attenzione e voce ad un coro di polemiche catastrofiste sulla possibile (per quanto altamente improbabile) fine del mondo e del sistema solare etc etc. Tutto ciò per la sola messa in funzione dell'LHC, cosa che di fatto non rappresentava nemmeno con la più florida immaginazione un rischio apocalisse.
     
    Come a dire, levare grida di terrore per le auto che fanno incidenti mortali, soltanto per aver constatato che la macchina effettivamente si mette in moto se qualcuno gira la chiave e c'è benzina.
     
    Visto che la "messa in moto" dell'LHC non ha fatto estinguere l'umanità nel giro di pochi attimi, il pericolo non esiste più. Peccato che gli esperimenti ipoteticamente apocalittici sono ancora da venire.
    Come a dire, la macchina in garage è partita e sono perfino uscito dal vialetto, perchè preoccuparsi che faccia un incidente se la porto sull'autostrada?
     
    La cosa importante è che il napoli stasera gioca con il benfica (o chi per lei), l'italia sa chi è la più bella d'italia, alitala continua a rantolare, e, in sordina, i vari fallimenti delle finanziarie americane. Il CERN non è esploso, siamo ancora tutti vivi e chissenefotte del resto.
     
    Tra l'altro, i rischi legati all'LHC sono ragionevolmente risibili, tuttavia quantificati ed esisenti. Dove "esistente" è solo il contrario di "inesistente".
    Tra le tante cose reperibili su wiki, si legge che se anche tutto dovesse andare a puttane (metaforiche) la terra verrebbe inghiottita in -credo- 10^11 anni, o giù di lì. Scusate non ricordo la cifra esatta, ma i rischi di cui parlo sono scritti in maniera quasi-elementare (che per un fisico è già uno sforzo immane) su wikipedia, appunto. Basta cercare LHC (Large Hadron Collider)
    E'è surreale, in un certo senso, perchè è la prima volta che vedo quantificata l'(im)probabilità che un esperimento distrugga il sistema solare (e me/noi con esso).
    Infatti mi chiedo anche se quest'esperimento è giusto farlo. NOn per uno stupido allarmismo, ma solo per una questione di liberalità. Io non gioco d'azzardo, e a quanto ne so, manco dio.
    NOn credo sia giusto che un gruppo di scienziati, brillanti etc, possa fare una scommessa del genere. In fondo è come giocare d'azzardo con la proprietà degli altri.
    Se il CERN mi avesse mandato un'email chiedendomi se il mio sedere timorato di dio era d'accordo al loro esperimento, ci avrei pensato un po' su e poi avrei detto "sì, certo".
    E se ci fosse vita su Marte? E i marziani fossero una razza pacifica e saggia, ripudiasse la guerra e la Carfagna fosse solo una maschera di carnevale? E noi creiamo un buco nero giusto sotto le loro natiche marziane e li sterminiamo tutti?
     
    Non so se riesco a spiegarmi. NOn credo agli allarmi apocalisse lanciati, ma ho sempre creduto che la mia libertà non può sconfinare fino ad invadere gli spazi d'altri. Se io sono d'accordo a rischiare l'estinzione perchè sono ragionevolmente convinto che sia un rischio risibile, non è detto che tutti siano d'accordo. E non è il tipo di scommessa dove se perdi puoi dire "ops, mi dispiace, vabbè la prossima volta pago io".
     
    E poi, e qui sconfino... per scoprire cosa? L'origine dell'universo? Affascinante, senza dubbio. Un pensiero da cui siamo più o meno tutti sopraffatti, il più affascinante, forse...ma... svelato anche l'ultimo mistero, sarà morto anche l'ultimo dio. Una vita senza sogni (ie. senza déi) è come un cielo senza stelle. Se anche fossi padrone completo della mia vita e quello che mi circonda, sarei mai felice sapendo che non ho altro da raggiungere? Alessando non piane quando non c'era altro da conquistare?
    Mah... rimango favorevole all'esperimento e attendo con interesse i risultati... diciamo solo che pensavo a "voce" alta :)
     
    Concludo, sfondando la solita porta aperta, facendo il punto della situazione (da cui poi è nato il mio solito post degenerato. Il mio stream of consciousness andrebbe messo sotto sedativi).
     
    1) C'è un esperimento in corso i cui rischi -trascurabili- includono la fine del mondo, sia pure in tempi enormi.
    2) L'attenzione all'esperimento è stata data solo quando NON c'erano rischi di sorta.
    3) Accendendo la televisione, politico_generico dice minchiata_generica su argomento_generico.
    4) Il papa, piuttosto che parlare dell'Apocalisse, della scoperta di Dio, insomma, piuttosto che fare il suo lavoro, continua a dire puttanate sulla famiglia, sui più politici cattolici di cui solo lui ha bisogno in tutto l'universo, e sulla vita che va difesa a tutti i costi (ovvero: l'eutanasia no, ma la distruzione della terra chi se ne fotte).
     
    e non ho altro da dire (per ora) su questa faccenda.
     
    September 15

    ode al genio italico

    Come alcuni sanno, io ho la fortuna di abitare sulle ridenti sponde del ridente fiume Sarno. Cosa abbia da ridere lo sa solo lui, visto che è noto per essere il fiume più inquinato d'Europa e forse del mondo. (che primato, eh?) E' chiaro che lavare i panni in Sarno da noi equivale allo spolpamento automatico del braccio fino al gomito, oltre alla mutazione istantanea in Xman.
     
    Il suo colore è cangiante, da un adorabile rosso pomodoro nei mesi estivi, ad un prezioso catarro di cammello in primavera fino ad uno stabile grigio topo morto da due settimane.
    Con queste premesse, è chiaro che è anche uno dei posti più puzzolenti d'europa, forse del mondo. La sua puzza è cangiante, come il suo colore. Da noi il cambio di stagione non lo sancisce nè l'astronomia, nè il calendario, nè il clima. Il fiume vince.
     
    Nella zona del Sarno, come è facile immaginare, le malattie respiratorie raggiungono dei picchi che altrimenti non si trovano. In pratica, chi può, se ne fugge.
    E io ci abito. Che culo, eh?
    (ok, ci abito ancora per poco, ma è un'altra storia e la racconterò un'altra volta.)
     
    Stendiamo un velo anzi, un sudario pietoso, sui miliardi sperperati e fagocitati per la costruzione di depuratori fantasma ed opere simili, e passiamo subito al dunque.
    Il tanfo insopportabile emanato dal fiume è quanto di più simile in terra alla gora dell'eterno fetore, e com'è ovvio i cittadini sono imbufaliti.
    La gente, si sa, è strana. Può accettare malattie respiratorie mortali fra 10 anni, ma la puzza adesso, proprio no.
     
    E così, protesta su protesta, morto dopo morto, la GENIALE amministrazione scafatese cosa partorisce?
    .
    .
    .
    No davvero, è troppo.
    Partorisce la doccia al fiume. Quando l'ho visto, mica ho capito cos'era... me l'hanno dovuto spiegare.
    La doccia al fiume.
    In pratica, sui canali del Sarno si vedono delle pompe sospese che riversano nel fiume stesso, a mo' di doccia, acqua (la stessa acqua del Sarno, o acqua pulita, non saprei) profumata alla vaniglia.
    Che geni, sono commosso.
    A detta di chi ci abita, funzionano perfino.
    Vabbè, funzionano abbastanza.
     
    L'acqua non puzza più e il problema è risolto. Naso non sente, polmone (e stomaco e tutto il resto) non duole. Ode al genio italico.
     
    Prego gli abitanti di altri città fluviali, se passano di qui, di dirmi se siamo i soli a partorire una genialata simile, oppure anche loro hanno visto abomini simili.
     
    August 26

    there and back again

    Just back from my holydays. In a way I feel like I walked across half Europe, and actually the feeling is not that wrong. I just lost the count of the steps made, the runs after trains and buses, money and languages changed and so on.
    After crossing four different Countries, talking with their people, eating their food, trying to understand something of their culture I feel a little confused, but even more sure that there is too much to see in this World for just one life, and that living in one single place, only thinking to career and job is a torture to human nature.
    Even so...

    Budapest is still, so far, the best city I know. I fear there are strong differences between the core of the City and its countryside, but the city itself is unique at all. It's usually said that it is the Paris of the eastern Europe, but I've been in Paris, too, and I still prefer Budapest.
    The air you breathe there is one and only, it's a city constantly in love, and like true love it can be sad, melancholic and some times it falls apart, but you don't want to get free or loose it. You could spend hours on the banks of the Danube, and still feel charmed.

    Hungarians at the beginning might look close and silent, but they actually are really kind, easygoing, hospital and warm. And sometimes absolutely lovely. And, sure, some few times absolutely rude, especially among the elders. Or, at least, this is my experience.

    Among young people is quite common to speak English, but elders don’t. And Hungarian language is quite impossible to understand, so there are times you might get in trouble. For example, in the metro: three Danish guys were fined just in front of me because – I guess - they were sold the wrong ticket, but the control didn’t care they had no fault. This is sad. There again, if you stay in the metro and look confused and it’s obvious you are a dazed tourist, it’s likely that some really kind English-speaker Hungarian will approach you and offer some help.

    (and still about this: Budapest has the best public transport system I’ve seen so far. You can go everywhere, in almost no time, actually reducing the need for a car)

    I think an important point to understand something about their culture…is the very beginning of it.

    Magyar culture settled in middle Europe –I think- around 9th century, and there it prospered quite independently from other more populous cultures… Germanic and Slavic from which she is surrounded.

    So, in the end, I like to consider Hungary… like a kind of island in the middle of the Europe. I think it’s a good way to understand where the dichotomies I spoke about come from.

    Finally, in my opinion, the City is lately suffering from a very high inflation (more than other places), and salaries are not at the pace. Moreover, since my last visit there, I found depressingly increased the amount of squalid night-entertainment for men only.

    Anyway, Hungarian women are simply unmatchable. And actually unmatched. That’s it.

    And about their food… well I guess that it’s a kind of taste not really common to appreciate, especially for foreigners and especially for Italians used to mamma, pizza and pasta, but if you find yourself in that share of people who like that taste… you’ll absolutely miss it once at home.

     

    After spending some days in the Eastern side of the old Austrian-Hungarian empire, I decided to move to its Western side (and actually going away from Budapest right before the Sziget festival… I am the man…).

    I moved so to Wien. It’s three hours by train, so it’s really close.

    Wien is difficult to describe. Basically it’s a huge city much more than Budapest, and suffers from the troubles huge metropolises can have.

    Yet, considered its size… Wien looks so tidy, precise, functional that it can appear fake. Or at least it can appear fake to a southern-Italian like me, for who tidiness, preciseness and functionality about urbanity are just bed-time stories.

    So I don’t know if I’d really like Wien for living… maybe –quite surely - I could get used to its gears.

    Apart of this, Wien is absolutely majestic. Imperial. Monumental. It’s all in the air, huge and imperial buildings, museums at every inch square, chariots still crossing the streets. Cafes, backers, pastry shops and opera, and so on and on.

    A very common encounter in Wien’s downtown is a guy dressed like Mozart trying to sell you tickets for Opera. If you speak to them, they’ll probably say there are three things you absolutely have to do in Wien: eat saker torta, go to the Opera… and third one can’t be told in front of a woman :P

    Anyway, Wien is absolutely the most high-tech, sustainable and accessible city I’ve ever seen.

    Here are some highlights:

    1. In a hostel whose rooms valued, altogether 10 euro of  furniture (bugs included), the doors with its lock valued -I think- 300 each. The door had an electrical lock, not just the magnetic card you are given some times.
    2. In an ordinary café, the toilet was protected with an electrical lock, with a numeric pad to enter the code to open the door. I only wanted to go to the toilet…and I had to go back to the café and ask the waitress for the code. I don’t dare to ask what if I putted the wrong code.
    3. Traffic lights have a sound signal to inform blind people if they can move or not. Also, there is some kind of Braille writing on the traffic light, to inform the same people about the length of the crossroad. Quite easy to achieve, great proof of civilization.
    4. The toilet in the Opera metro station starts playing some kind of valzer when you go in.
    5. The escalators go on a really low speed when none is on them, and automatically accelerate when someone steps over them. An easy and cheap way to spare power.
    6. Recycling is taken really really seriously. There are different kinds of bins for almost everything… plastic, coloured plastic, white plastic, paper, this kind of paper, that other kind of paper and so on. On the 4th day, I was tempted to eat my plastic, because I didn’t know where to throw it.

    People there seem to be used to remove their shoes whenever they feel like doing it. Since it’s also allowed to smoke in all the bars and pubs and likes… when you are in one in these places it’s not uncommon to breathe air which is not exactly the freshest I know.

     

    From there I moved to Croatia, not without stopping one day in Ljubljana. I can’t say I’ve seen much of Slovenia, except that it seems a nice and industrious Country, full full of rivers and forest. It seemed to me to be a perfect crossroad between German culture, Slavic culture and Italic culture.

    Ljubljana itself is quite and lovely, quite man-sized. And there is a square, in downtown, where there is a kind of pump up 4-5 meters the ground, so that in that square there is always rain, no matter the outer weather.

     

    Croatia… well I’ve been told that there are differences between coastal Croatia and the inner one.

    I think the inner one looks more Slavic then the coastal one, which is very similar to Italy, in some aspects. Zadar is a lovely city, prices are still not that high (you can sleep in a room with 20€ per night, and eat in a top class restaurant with the same money). Islands in front of Croatia are little paradises, too bad that in August that part of the coast is under siege by tourists, mostly Italians. There are absolutely heavenly islands with deep blue or emerald green sea… overcrowded of people.

    I think that’s why they’ve been elected to National Park, so the best you can do with it is a cruise in the Kolnati National Park (which will cost you about 40€).

    Yet, the best sea you can find in Croatia I think is not in Zadar, which is basically a touristic city, full of ships and boats unloading their sh*t in the sea.

    For what I’ve seen, Rijeka’s sea looked cleaner, and anyway, the best sea can probably be found in between these cities, or even more south, towards Split and the Greece.

     

    One conclusive note about… Italy.

    After three weeks spent walking in Europe, as soon as I landed in Ancona, it was obvious I wasn’t in Europe anymore. Stuff price was extremely pumped, much exceeding its real value. Train were constantly on delay and there is no integrated transport system. Again on trains, after sunset you can meet the most squalid share of humanity ever seen. Of course, once back in Naples, trashcan in the streets and black fog of burnt trashcan were my welcome message. Oh, how stupid I am! I forgot my Premier solved the problem of trash in Naples.

    Our people is the most demented of all the Countries I’ve seen so far, cause of television and Vatican. The day I’ll travel to another Continent, I’ll be able to say if we are the most demented of the World, or just Europe.

    On average, we dress all alike, talk all alike and act all alike. And we pretend we are free. A group of Italian tourists can be recognized from a mile of distance, simply looking the way it behaves. Again, on average, we are loud, annoying with women, and don’t respect the culture we are supposed to explore. In one word, we are a locust swarm. While in Budapest I’ve met different Italian tourists and they all repeated the same thing. “This is better in Italy, that is better in Italy…” It goes without saying: “why don’t you stay in Italy???”

    I’ve been taken many times for an Hungarian, both in Hungary and in Austria. Every time, I felt happy.

    In Budapest, a couple of tourist (who asked me for directions), openly told me “you Hungarians are really kind.”. I thanked and agreed with them.

    In Slovenia and Croatia I had the distinct feeling they didn’t like us. They tolerated us because the vast amount of money we yearly drop in their cashes.

    In a restaurant, in Zadar, I overheard the conversation of some Italians behind me. They were sick.

    They were industrials, somewhere from northern Italy, the one who claims to be the best. They talked about Croatia more or less like colonialist Empires talked about their slaves. An arrogance and an ignorance so disgusting I was going to puke.

    August 01

    bye bye

    ciao a tutti. parto per le ferie, ci si vede a fine mese. presumibilmente sarò in totale silenzio radio... sennò che vacanze sarebbero. ci si vede.
     
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    bye bye to everybody. I'm off tomorrow, and I'll come back around the end of the month. Most likely I won't read mails or answer the phone and so on... It's holydays, no?
    July 15

    :(

    ieri è morto uno dei miei allievi. non aveva manco 18 anni.
    Mi sento una merda totale.
    Il 90% del mondo odierno è una cazzata inutile, ma c'è bisogno di uno che muore per vederlo chiaramente.
     
     
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    yesterday one of my students died. He wasn't 18 yetI feel a total shit.
    90% of nowadays' world is a useless bullshit, but you need to wait for close people's death to see it clearly.
    June 30

    Ludika 1243/2008

    Anche quest'anno è finita, ed anche quest'anno è stata uno spasso.
    Il gruppo della Tana degli Orchi cresce ogni anno di più, sia di numero che di bravura.
    Sul campo di battaglia, invece, c'era meno gente, e in generale la battaglia l'anno scorso è stata più bella.
    Quest'anno l'organizzazione ha deciso di dare alla cosa un taglio poco condivisibile: abolire la tattica e far caricare gli schieramenti come due mandrie al macello :O. Il risultato è stato che di battaglie è uscito il tempo di farne due...
    La prima è finita in un lampo, nessuno aveva capito una mazza di quello che stava succedendo, e dopo manco 5 minuti era stata dichiarata la fine delle ostilità. Io non ero stato sfiorato manco di striscio, eppure avevo perso.
    La seconda è andata un po' meglio, almeno dal mio punto di vista. Meno corse folli è un po' di strategia in più. Infatti la seconda l'ho vinta :P
     
    Mah.. che dire... all'anno prossimo:)
     
    June 28

    happy birthday to my blog

    Ieri il mio blog ha compiuto un anno. Lo aprii per ricordare, a modo mio, l'anniversario di un evento che mi aveva particolarmente segnato. Poi ho iniziato a scrverci un po' di tutto, ovviamente, cercando di non essere troppo banale, ed è sempre inquietante vedere le statistiche dei miei visitatori... alle volte le ricerche che li portano su questa pagina sono assolutamente destabilizzanti per la mia salute mentale (quella poca residuta), ma va bene così:)
     
    Nel tempo ho scoperto che dell'anniversario che volevo commemorare un anno fa, in realtà, non avevo capito niente, ma non fa niente... il blog resta e i miei 25 lettori continuano a trovarlo utile, o almeno così pare:)
    June 18

    Ludika

    A tutti gli appassionati ed ai fancazzisti in generale, ricordo che dal 26 al 29 giugno a viterbo ci sarà Ludika. Ci dovrei essere anche io, ma questo, ovviamente, è marginale ;)
    May 19

    black rain

    Oggi a Napoli la pioggia era nera.
    Ma va tutto bene.
    L'emergenza riufiuti ha superato la sua fase peggiore. Entro breve staremo tutti bene.
    Mio nonno aveva tre palle e si chiamava flipper.
     
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    Today there was black rain in Naples.
    But everything is fine.
    There is no trashcan emergency, here. In a couple of days we all will be fine.
    My grandad had three balls and was named flipper.
    May 05

    ...

    Hey you caught me in a coma
    And I don't think I wanna
    Ever come back to this...world again
    Kinda like it in a coma
    'Cause no one's ever gonna
    Oh, make me come back to this...world again
    Now I feel as if I'm floating away
    I can't feel all the pressure
    And I like it this way
    But my body's callin'
    My body's callin'
    Won't ya come back to this...world again
    Suspended deep in a sea of black
    I've got the light at the end
    I've got the bones on the mast
    Well I've gone sailin', I've gone sailin'
    I could leave so easily
    While friends are calling back to me
    I said they're
    They're leaving it all up to me
    When all I needed was clarity
    And someone to tell me
    What the fuck is going on
    Goddamn it!


    Slippin' farther an farther away
    It's a miracle how long we can stay
    In a world our minds created
    In a world that's full of shit


    Help me
    Help me
    Help me
    Help me
    Bastard


    Please understand me
    I'm climbin' through the wreckage
    Of all my twisted dreams
    But this cheap investigation just can't
    stifle all my screams
    And I'm waitin' at the crossroads
    Waiting for you
    Waiting for you
    Where are you


    No one's gonna bother me anymore
    No one's gonna mess with my head no more
    I can't understand what all the fightin's for
    But it's so nice here down off the shore
    I wish you could see this
    'Cause there's nothing to see
    It's peaceful here and it's fine with me
    Not like the world where I used to live
    I never really wanted to live


    Zap him again
    Zap the son of a bitch again


    Ya live your life like it's a coma
    So won't you tell me why we'd wanna
    With all the reasons you give it's
    It's kinda hard to believe
    But who am I to tell you that I've seen
    any reason why you should stay
    Maybe we'd be better off without you anyway


    You got a one way ticket
    On your last chance ride
    Gotta one way ticket
    To your suicide
    Gotta one way ticket
    An there's no way out alive
    An all this crass communication
    That has left you in the cold
    Isn't much for consolation
    When you feel so weak and old
    But is home is where the heart is
    Then there's stories to be told
    No you don't need a doctor
    No one else can heal your soul


    Got your mind in submission
    Got your life on the line
    But nobody pulled the trigger
    They just stepped aside
    They be down by the water
    While you watch 'em waving goodbye
    They be callin' in the morning
    They be hangin' on the phone
    They be waiting for an answer
    When you know nobody's home
    And when the bell's stopped ringing
    It was nobody's fault but your own
    There were always ample warnings
    There were always subtle signs
    And you would have seen it comin'
    But we gave you too much time
    And when you said that no one's listening
    Why'd your best friend drop a dime
    Sometimes we get so tired of waiting
    For a way to spend our time
    An "It's so easy" to be social
    "It's so easy" to be cool
    Yeah it's easy to be hungry
    When you ain't got shit to lose
    And I wish that I could help you
    With what you hope to find
    But I'm still out here waiting
    Watching reruns of my life
    When you reach the point of breaking
    Know it's gonna take some time
    To heal the broken memories
    That another man would need
    Just to survive
    April 04

    this is what we like best:)

    A guardare la storia umana in maniera disincantata, né cinica né illusa, l’idea generale che uno ne dovrebbe ricavare è che c’è unica cosa che in generale ci è sempre venuta bene: ammazzare qualcun altro con metodi sempre più cruenti, armi sempre più distruttive, e, in generale, pretesti sempre ugualmente deficienti.

    L’idea mi è venuta sentendo l’altro giorno i pomposi discorsi (ovviamente registrati) di Truman, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. I vincitori si stavano spartendo l’Europa nella migliore tradizione (vae victis) e Truman proclamava discorsi di giustizia, umanità e futuro migliore. Con qualche virgola cambiata, sono gli stessi discorsi che ha fatto Bush pochi anni fa per invadere l’Iraq.

    Non voglio minimamente paragonare i contesti, i personaggi e le situazioni. Dico solo che le cazzate, ops, le parole sono sempre le stesse, gira e rigira.

     

    Quello che invece volevo sottolineare è un’altra cosa. Il progresso tecnologico, mediamente, ha sempre avuto come fine lo sbudellamento altrui, e poi migliorare le vite delle persone. A cominciare dal ferro. Intorno al 1300 a.C. gli Ittiti, abitanti della attuale Turchia, capirono che il bronzo era sorpassato e, stanchi di essere chiamati “preistorici”, scoprirono la lavorazione del ferro dando inizio all’età moderna. Solo che, ovviamente, quali furono le prime cose che fecero con il ferro? Mobili? Utensili? No. Lame affilate, che surclassavano quelle in bronzo in uso da tutte le altre popolazioni dell’epoca, con risultati facilmente immaginabili.

    In realtà questo è solo l’inizio di un’onorata carriera.

    L’energia nucleare è un altro caso lampante. Una delle fonti energetiche principali dell’ultimo secolo (a prescindere dal dibattito sul nucleare in sé), sappiamo bene tutti dove e come è stata impiegata la prima volta. Le bombe tirate sul Giappone erano di gran lunga più piccole e modeste di quelle che ci tireremmo addosso adesso. Eppure, quelle tirate sul Giappone erano in grado di riscaldare l’aria fino a 10 milioni di gradi C e creare onde d’urto a 1000 km/h. Per non parlare delle radiazioni, ovviamente. Di cancri e danni genetici.

    Ma che bisogna avere in corpo per uccidere un altro essere umano con 10 milioni di gradi C? Quanti cazzo di zeri ci sono in 10 milioni? La temperatura in superficie del sole è di circa 6000 gradi C, tanto per intenderci. Al confronto, ci si fa il barbecue la domenica.

     

    Ma la fantasia omicida all’uomo non è mai mancata. Nel 1346 i Monogoli usarono una peculiare arma d’assedio contro la città di Caffa (in Crimea, anche se era colonia Genovese, vai a capire che ci facevano lì). Con delle comuni catapulte, infatti, i mongoli lanciarono dentro le mura della città i propri stessi cadaveri, morti di peste bubbonica contratta non so dove. A parte il trattamento riservato ai propri stessi uomini morti, una simile arma ebbe effetti che non tardarono a farsi attendere: i sopravvissuti all’assedio scapparono verso l’occidente (Caffa era Genovese…), portando con sé la peste. In 4 anni si stima che un terzo della popolazione europea morì, tanto che ci vollero due secoli per raggiungere di nuovo le stesse cifre demografiche. Sembra che la città di Volterra soltanto nel 1931 riuscì a raggiungere di nuovo la stessa popolazione che aveva prima della peste di sei secoli prima. Quantificando, a seguito di quel singolo assedio, morirono circa 25 milioni di persone. Mica male, per un singolo homo sapiens. Esclusi i danni atroci legati alle radiazioni, che ancora durano, le singole esplosioni nucleari del ’45 causarono, al confronto, solo 140mila morti.

    Ovviamente una simile pestilenza doveva per forza essere identificata come punizione divina (lungi dall’uomo pensare che un altro uomo possa essere causa di un male così grande), così un po’ in tutta Europa si registrarono diversi tipi di eccessi. Una parte invocava il perdono in vista della fine, alla solita maniera gradita alla chiesa: una parrocchia parigina, Saint-Germain-l’Auxerrois, ricette in un anno 419 donazioni, contro le 78 degli 8 anni precedenti.

    Un’altra parte dell’umanità, invece, si abbandonò alla sfrenatezza e alla libido più assoluta, infrangendo di fatto ogni legge di dio e degli uomini.

    Una terza parte dell’umanità, infine, si concentrò nella ricerca del “capro espiatorio”, visto che, ancora, di qualcuno doveva pur essere la colpa. Nella caccia al colpevole che ne seguì vennero a turno tartassate più o meno tutte le minoranze, anche se gli ebrei, tanto per cambiare, ebbero in generale un trattamento di (s)favore: il clima persecutorio nei loro confronti si fece così acre che perfino il papa d’allora Clemente VI intervenne in favore dei poveri semiti.

    (http://xoomer.alice.it/edalmagg/PesteNera.htm)

     

    E poi, nel XX secolo, il grande salto. L’uomo scopre la chimica, o meglio scopre come usarla per fare macelli assortiti.

    L’iprite e il fosgene fecero il loro trionfale ingresso durante la Prima Guerra Mondiale. Tutti capirono che il modo di fare la guerra era cambiato per sempre. Ufficialmente (che io sappia) le armi chimiche non furono mai usate contro i civili nella Prima Guerra Mondiale, “limitandosi” a causare circa 165mila morti fra i soldati.

    Poi, però, a qualche genio sarà passato per la testa: “perché limitarsi solo ai soldati?”.

    Siamo tutti felici del fatto che la comune aspirina sia presente nel mondo moderno. Appena arriva un po’ di raffreddore, sono il primo a prenderne una.

    In alcuni paesi “aspirina” è addirittura un marchio registrato, ovviamente dalla prima casa farmaceutica ad averla prodotta, la Bayer, famosissima industria tedesca.

    Durante la Seconda Guerra Mondiale la Bayer faceva parte di un conglomerato di aziende, la I.G. Farben. In effetti ne era il cuore. In quegli anni, la Bayer è realmente passata alla storia producendo lo Zyklon B, acido cianidrico, nato come pesticida, usato poi per gassare gli ebrei almeno in cinque maggiori campi di sterminio.

    Dal ’42 al ’45 la IG Farben  fornì al solo campo di Auschwitz più di 7500 kg di zyklon, e per uccidere un uomo ne bastano 70 milligrammi.

    (questi dati sono tranquillamente reperibili su wikipedia, perfino sulla versione italiana).

    Dopo la fine della guerra la IG Farben venne processata per crimini di guerra, molti dei suoi consiglieri vennero condannati al carcere, con pene leggere. La IG Farben venne fatta chiudere, ma singole aziende come la Bayer sono riuscite tranquillamente, fra un’aspirina e un’altra, ad arrivare ad oggi.

    D’altra parte la IG aveva amicizie forti. Un inchiesta americana del ’41 svelò una massiccia collaborazione fra la IG Farben e la Standard Oil (prima o poi ti pareva che non uscivano i petrolieri???). La stessa IG che partecipò a diversi progetti americani per lo sviluppo di armi chimiche (sempre fonte wikipedia).

    Va anche detto che molte di queste scoperte vengono fatte per caso, inseguendo fini diversi dai risultati finali effettivamente ottenuti.

    Il gas nervino anche è una scoperta Bayer.

    E anche l’eroina, gioiosa compagna dei giorni nostri, è un marchio Bayer sintetizzata, fra l’altro, dallo stesso chimico che aveva già realizzato l’aspirina. I casi della vita, direi.

    Il suo intento era buono, visto che cercava qualcosa per sedare la violenta tosse dei tubercolotici. Quello che ottenne certamente andò al di là dei suoi scopi, ma onestamente non credo che il dott Felix Hoffman sia imputabile di niente. Per quanto ne so i suoi intenti erano buoni.

    Il VX, il gas nervino più tossico in assoluto, fu scoperto nel ’54 per sbaglio, doveva essere un pesticida. Per contatto diretto 10 milligrammi sono sufficienti a far crepare un individuo in maniera a dir poco atroce. Stessa morte per 30-40 milligrammi della stessa sostanza, però inalata. Nel ’93 è stato bollato come arma di distruzione di massa dalle Nazioni Unite e il suo uso bandito, almeno questo.

     

    Di casi del genere ne è piena la storia, comunque. O quanto meno la storia della chimica.

    L’LSD, forse l’allucinogeno più famoso e pubblicizzato della storia venne sintetizzato per la prima volta nel 1938 dai laboratori della Sandoz, azienda svizzera che ora si fa chiamare Novartis. (la Novartis è la stessa azienda che in America divulgava (divulga?) gratuiti opuscoli alle famiglie suggerendo loro che se il loro pargolo da segni di essere ipercinetico (ovvero tutti i bambini), allora va curato e loro gli possono vendere dei calmanti).

    L’LSD venne inizialmente usato per curare psicosi assortite, nonché dipendenze da alcol e altre sostanze. In realtà la sua diffusione in realtà extra-cliniche fu massiccio, tanto da arrivare a proibirlo. Il trip da LSD era uno dei simboli della cultura hippie, e molte personalità di rilievo ne facevano uso. Perfino Federico Fellini :D. Secondo molti, la sua diffusione faceva parte di precise strategie di controllo sociale.

    La messa al bando definitiva avvenne nel 1967.

    (a nota di curiosità: l’LSD è un derivato dell’ergot, un parassita che può infestare la segale, che, se infestata viene chiamata segale cornuta. Mangiare segale cornuta, farci pane etc, non è una cosa bella, a meno che non si vogliano sperimentare trip allucinogeni. Alcuni episodi della storia, come la caccia alle streghe di Salem si crede siano nati da consumo alimentare di segale cornuta.)

     

    Tanto per cambiare ho iniziato a scrivere un post ed ho finito con lo scriverne un altro. Boh. Fa niente.

    Ora è meglio se chiudo, alla prossimaJ.